BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni vecchiaia, donne, anzianità Governo Renzi: novità questa settimana tra conferme e smentite

Dopo un’altra settimana di discussioni, annunci e smentite, si prospetta un mese di maggio interessante per il futuro della riforma pensioni: le ultime notizie




Continuano a susseguirsi annunci, proposte, conferme e smentite sul futuro della riforma pensioni e l’unica cosa certa, ad oggi, è che si continua a discutere di modifiche eventuali e importanti per rendere l’attuale sistema previdenziale più flessibile ma anche equo per tutti. Tra le novità e ultime notizie negative della settimana lo stop di quelle leggi positive che sembravano giunte finalmente a conclusione, pronte ad essere realizzate, come quella sul prepensionamento dei dipendenti pubblici prima dei 62 anni senza penalizzazioni o il nuovo emendamento che chiede soluzioni definitive per il pensionamento dei quota 96 della scuola. Dopo i primi entusiasmi, tutto però si è nuovo bloccato e la situazione pensioni sembra di nuovo in stallo.

Ma è una situazione che non ci si può permettere: gli ultimi dati sulla disoccupazione e le stime sulle pensioni future impongono, infatti, interventi immediati e urgenti, che servirebbero a rilanciare il mondo dell’occupazione e, di conseguenza, l’economia in generale. Come spiegato già in precedenza, è possibile che il governo non abbia ancora il coraggio di intervenire sull’unica legge, quella Fornero, capace di garantire sostenibilità economica all’Italia in questo momento di particolare crisi, ma è anche possibile che, a sorpresa, arrivino novità pensioni a breve, considerando l’appuntamento delle prossime elezioni regionali di fine mese.
 
Rilanciare su interventi pensionistici sarebbe per il premier Renzi una strategia vincente, considerando la centralità della questione e i milioni di persone che attendono cambiamenti ormai da troppo tempo. Nell’incertezza di questa prospettiva, sembrano invece imminenti quegli interventi negativi, che colpirebbero baby pensioni, pensioni di invalidità, reversibilità, guerra, cumulo, pronti a permettere alle casse dello Stato di recuperare nuove risorse economiche da utilizzare in una logica di redistribuzione più equa. E nell’attesa di capire se anche questo piano di interventi sarà messo in atto, per ulteriori modifiche pensionistiche positive, sembra che l’unico che vada davvero avanti con interventi reali sulle pensioni sia il presidente dell’Inps Boeri.

E finora lo ha ampiamente dimostrato, prima con l’avvio della sua operazione trasparenza, poi con il debutto ufficiale de ‘La mia pensione’, ed ora con l’annuncio, d’accordo con il ministro del Lavoro Poletti, dell’arrivo della proposta contenente l’assegno universale per gli over 55 a giugno. Si tratterebbe di definire una forma di tutela, seppur limitata a determinate persone, già esistente in quasi tutti gli altri Paesi europei e questo è il motivo per cui verrebbe sostenuto anche dall’Ue. Secondo le ultime notizie inoltre, il timore per l’impiego di risorse aggiuntive che sarebbero servite, sembra anche svanito, visto che a concorrere al recupero di risorse necessarie per metterlo in atto ci saranno i ricavi dei tagli della spending  review che il commissario Gutgeld sta definendo.

Resta, tuttavia, prioritario cercare di studiare quella soluzione universale per tutti, di cui aveva parlato l’anno scorso il ministro Poletti, piuttosto che focalizzarsi di volta in volta solo su determinate categorie di lavoratori e le nuove indicazioni economiche spronano in questo senso, esattamente come le parole del governatore della Banca d’Italia Visco, secondo cui “L'Italia investe poco in quelli che capiscono l'innovazione. Se non la si capisce si perde e il futuro resta difficile. L'innovazione crea nuovi lavori: ma se non creiamo le condizioni rischiamo una disoccupazione di massa”.

Sono parole che spingono evidentemente ad un rinnovamento e ad un rilancio occupazionale che, in Italia, non può prescindere da interventi flessibili sulle pensioni. Grazie, infatti, ai piani di uscita anticipata, ai prepensionamenti e a nuovi posti per assunzioni di lavoratori più giovani, si potrebbe rilanciare su competitività e produttività. Ma la necessità di cambiamenti e la loro trasformazione in realtà non sono certo sostenuti da una situazione politica interna piuttosto complessa, come hanno dimostrato le ultime vicende per l’approvazione dell’Italicum. Certo è che per perseguire un cammino di rinnovamento condiviso sarà necessario trovare compromessi e accordi, per il bene del Paese.
 

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il