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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: affermazioni e indiciazioni Madia, Librandi, Pedica, Boeri, Brambilla

Continua ad essere piuttosto vivace la discussione sulla riforma pensioni e tra le novità le ultime dichiarazioni del ministro Madia e di Boeri, Pedica e Brambilla




Continua ad essere piuttosto vivace la discussione sulla riforma pensioni e tra le novità e ultime notizie, certamente sono da segnalare le aperture del ministro della P.A. Madia che, dopo aver aperto a sblocchi di contratti e stipendi, ha anche nuovamente aperto alla possibilità di prepensionamento per gli statali con il part time. Non è di certo nuova questa proposta, avanzata già l’anno scorso, ma bocciata dalla Ragioneria di Stato per mancanza di risorse, e questa volta bloccata già dal Mef.  Questa volta, però, l’emendamento proposto da Hans Berger, senatore del gruppo delle autonomie, prevede una staffetta generazionale all’interno degli enti pubblici per facilitare l’ingresso dei neolaureati e dei neodiplomati all’interno delle amministrazioni pubbliche. I dipendenti anziani prossimi alla pensione potranno scegliere il part-time come alternativa all’uscita anticipata dal mondo del lavoro.
L’ipotesi prevede che la scelta del part time avvenga su base volontaria e non sia revocabile e potrebbe esserne d’accordo l’Inps. E’ rimasto, invece, in silenzio il presidente dell’Inps Boeri in questa settimana di confusione ma di fatto continua a intervenire con atti concreti. E’, infatti, partita da venerdì primo maggio l’operazione ‘La mia pensione’ , simulatore per il calcolo della pensione, inizialmente accessibile solo per gli under 40. Dal primo giugno, sarà poi esteso ai lavoratori sotto i 50 anni, e dal primo a tutti i lavoratori sopra i 50 anni. Dal 2016, il servizio sarà disponibile anche per i dipendenti pubblici e per i lavoratori con contribuzione versata agli altri Fondi e Gestioni amministrate dall’Inps.

‘La mia pensione’ permette di conoscere il proprio futuro pensionistico, controllare i contributi che risultano versati all’Inps, sapere quando si potrà andare in pensione e quanto si percepirà. Secondo Stefano Pedica Pd bisogna cancellare la legge Fornero che ha creato grossi problemi e definire una soluzione per coloro vicini al pensionamento e che hanno perso il lavoro o stanno per perderlo. Parla delle mancate rivalutazioni, invece, il deputato di Scelta Civica, Gianfranco Librandi, secondo cui il blocco della rivalutazione pensionistica definito dalla legge Fornero per gli assegni previdenziali sopra tre volte il minimo per gli anni 2012 e il 2013, pensato per produrre risparmi, con i rimborsi decisi dalla nuova sentenza della Corte Costituzionale aumenteranno la differenza generazionale, gap che invece si sta cercando di colmare.

Secondo Alberto Brambilla, docente all’Università Cattolica di Milano, invece, gli effetti della sentenza della Corte Costituzionale sulla legge Fornero sono decisamente ‘devastanti’, costerebbero allo Stato circa 4,8 miliardi di euro e sarebbe un gravissimo errore, dal quale nascerebbero altre situazioni certamente negative, perché pone il problema di pagare senza intaccare i conti pubblici italiani.

Per Taddei, bisognerebbe prestare particolare attenzione alle pensioni più alte, verificare che siano in linea con i contributi versati, cosa che chiaramente non succede. E lascia intendere di essere d’accordo con il ricalcolo contributivo proposto da Boeri, e sostenuto anche dal commissario Gutgeld e dal premier Renzi, che già l’anno scorso aveva parlato di prelievo di solidarietà sulle pensioni cosiddette d’oro.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il