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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi con Pd più diviso e molti elettori contro si aprono scenari concessioni modifiche

Probabili nuove concessioni sulle pensioni: dopo il caos degli ultimi sono necessari interventi. Le novità e quali prospettive possibili




Dopo gli ultimi giorni di caos determinati dal voto sulla nuova legge elettorale che è stata firmata dal Presidente della Repubblica Mattarella, è scontro interno al governo soprattutto dopo la spaccatura determinata dalla minoranza Pd. Ma non solo: ad acuire le tensioni anche lo sciopero della scuola di martedì scorso, il primo grande sciopero dell’era Renzi, che ha chiaramente dimostrato come la base elettorale non sia più ‘dalla sua parte’ e del resto gli ultimi sondaggi sui consensi al governo lo confermano, visto che sembra decisamente calata la fiducia degli elettori italiani nei confronti del governo Renzi.

E’ chiaro, dunque, che per riprendere appoggi è necessario fare qualcosa, motivo per il quale, come confermano le novità e ultime notizie, in tanti ritengono che potrebbero arrivare novità pensioni proprio in questo periodo, in vista delle prossime elezioni regionali di fine mese. Ed è ovvio che per calmare gli animi e riconquistare fiducia non c’è strategia migliore che puntare su interventi sulla previdenza e pensare a qualche concessione, vista la difficile situazione attuale, così come fatto con le depenalizzazione degli assegni mensili appena decisa.

Non sarebbe la prima volta che Renzi punta sulle pensioni per accaparrarsi consensi elettorali: già l’anno scorso, proprio in periodo elettorale, aveva annunciato, per esempio, l’intenzione di estendere il bonus di 80 euro anche ai pensionati. Misura su cui poi è calato il silenzio e di cui non si parla più ancora. Ma la situazione oggi richiede interventi più decisi e nel momento in cui dovesse verificarsi effettivamente il caso di nuove promesse, sarebbe bene ora mantenerle, altrimenti significherebbe una reale caduta del governo.

Intervenire sulle pensioni, tra l’altro, significherebbe riuscire a dare nuovo impulso a occupazione e competitività, favorendo l’ingresso dei nuovi giovani nel mondo del lavoro, il che si tradurrebbe in una nuova possibilità di crescita per l’economia italiana. E il tutto a costo zero, visto che ogni meccanismo di uscita anticipata finora presentato prevede comunque penalizzazioni a carico del lavoratore, quindi nessun impiego di risorse economiche ulteriori.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il