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Pensioni donne, anzianità, uomini riforma Governo Renzi: novità negative da noi, interventi positivi Germania, Grecia. Paradossi

Dalle difficoltà italiane ai primi passi di Grecia, Inghilterra e Germania: come cambia la riforma pensioni nei Paesi europei e novità da noi




Prosegue a rilento il cammino di rinnovamento della riforma pensioni attuale e finora la discussione è stata animata solo da una moltitudine di proposte di modifica, nuovi ddl e leggi positive che si pensavano fossero pronte per essere realizzate, ma nulla di concreto. Su queste ultime leggi positive, che riguardano soprattutto nuova possibilità di pensionamento per i quota 96 della scuola e prepensionamento dei dipendenti pubblici, tutto sembra essersi bloccato, così come si è fermi anche su altri punti, dai piani di uscita anticipata per tutti, al ricalcolo contributivo, mentre sembra certa la novità dell’assegno universale, così come si attende il decreto previdenza, con tagli a baby pensioni, pensioni integrative, di guerra, di reversibilità, per giugno.

E nell’attesa che qualcosa di concreto accada in Italia, negli altri Paesi la strada è già tutta in salita. Bell’esempio è quella della Grecia, che dalle condizioni drammatiche in cui versava solo qualche mese fa si sta lentamente riprendendo tanto che il premier Tsipras avrebbe messo a punto un nuovo piano di assunzioni. 

In particolare, la legge prevede l’assunzione di novemila dipendenti pubblici e il reintegro di 4mila funzionari licenziati a causa dell’austerity e rientrano tra i lavoratori toccati dalla legge agenti di polizia municipale, impiegati pubblici, bidelli, insegnanti di istituti tecnici. Il governo greco pensa, inoltre, ad un prelievo speciale sulle 500 famiglie più ricche per ricostituire un fondo per i meno abbienti, il che riprenderebbe il piano di Boeri di ricalcolo contributivo.

In Inghilterra, invece, è già partita la nuova riforma delle pensioni che lpermette ai lavoratori di andare in pensione a 55 anni di età e ritirare tutto il montante dei contributi annui versati nella propria carriera. Una volta ritirati, però, tutti contributi, non si avrà più diritto ad una pensione pubblica. E poi c’è il caso esempio della Germania che già la scorsa estate ha abbassato l’età pensionabile per tutti portandola a 63 anni, e ora si pensa di diminuire le tasse ai lavoratori dipendenti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il