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Pensioni il vero impiego fondi necessari previdenza, riforma fisco, incentivi fiscali, Tasi e Imu, riforma sanità: novità lunedì

Pensioni riforma sempre più discussa, taglio incentivi fiscali e agevolazioni sanità. Inizia l’esame del ddl Concorrenza: le novità ad oggi lunedì 11 Maggio 2015




Ultime notizie e novità per la riforma pensioni, la sanità, con probabile taglio ad agevolazioni e incentivi fiscali, e inizia l’esame del ddl Concorrenza del Governo Renzi. Si torna, intanto, a parlare i Imu e Tasi i cui primi pagamenti degli acconti sono in programma, come sempre ormai, il prossimo 16 giugno. 

Pensioni: L’Italia ha deciso di contribuire alla creazione del Fondo europeo strategico per gli investimenti offrendo 8 miliardi e altri 45 miliardi sono stati ‘prestati’ alla Grecia per sostenere il Paese ad uscire dalla profonda crisi che lo stava portando al fallimento. Si tratta come ben evidente si cifre esorbitanti che, viste le condizioni in cui verte l’Italia, avrebbero potuto essere impiegate in interventi decisamene più importanti, a partire dalla questione previdenziale e per interventi flessibili sulla riforma pensioni. Le stime hanno infatti calcolato che servirebbero 900 milioni per permettere il prepensionamento con prestito pensionistico; e tra i 2,5 e gli 11,4 miliardi di euro per l’uscita con quota 100. Eppure le risorse non sono state impiegate in tal senso e spesso il governo, prima di questi ultimi investimenti, ha preferito investire i propri soldi in altri interventi ritenuti prioritari come le spese militari o il piano di stabilizzazione dei precari della scuola. E’ evidente, dunque, come il problema soldi, lamentato da Ue e Mef in realtà non esista. L’Ue, infatti, tanto attenta ai conti pubblici, si dice contraria all’introduzione di piani di uscita anticipata proprio per le risorse che tali sistemi impiegherebbero. Anche se si tratta di un falso problema visto che sono, come definiti, piani che prevedono penalizzazioni a carico dei lavoratori per cui nulla di aggiuntivo verrebbe richiesto. Tuttavia, la revisione del debito mette fortemente a rischio i soldi stanziati.

Riforma Sanità: Un piani di tagli di 52 agevolazioni fiscali da cui il governo mira a risapmiare ben 1,54 miliardi di euro. Ma questi tagli potrebbero colpire anche la sanità, in particolare le detrazioni per spese sanitarie. Nel tentativo di garantire un principio di equità, il dossier allo studio dei commissari ipotizza la modulazione di queste agevolazioni in base al reddito complessivo dei contribuenti. Due in particolare le ipotesi formulate: la detrazione del 19% si azzererà per i più abbienti, dove l’asticella della ricchezza nel primo caso sarà fissata a 75mila euro e superata questa soglia non si avrà diritto ad alcuna agevolazione. La detrazione, invece, sarà piena per i contribuenti con reddito complessivo fino a 55mila euro e poi decrescerà progressivamente per redditi complessivi compresi tra 55mila euro e 75mila euro. In questo caso il recupero di gettito nel 2016 toccherebbe i 278 milioni di euro l’anno. Nella seconda ipotesi, la detrazione scomparirà del tutto per redditi complessivi superiori a 95mila euro e spetterà per intero ai contribuenti con reddito complessivo fino a 75mila euro per poi diminuire per redditi complessivi compresi tra 75mila euro e 95mila euro. Al ministro della Salute Lorenzin, però, non ci sta e si profila una battaglia sulla questione.

Ddl Concorrenza: E' iniziato alla Camera l'esame del Ddl Concorrenza. “Prevediamo due o tre settimane di audizioni che il presidente della X Commissione, Guglielmo Epifani, ha voluto le più ampie possibili per la complessità delle diverse materie trattate”, ha detto Fregolent del Pd uscendo dalla Commissione. La deputata Pd ha ricordato che il Ddl concorrenza contiene un'ampia parte dedicata alle Assicurazioni e in particolare alle polizze auto con l'obiettivo di ridurne i costi per gli automobilisti che riprendono l'art. 8 del decreto ‘Destinazione Italia’, articolo che il governo Letta è stato costretto a stralciare per le forti proteste sollevate dalle diverse categorie coinvolte.

Tasi e Imu: Anche quest’anno Imu e Tasi si pagheranno separatamente il prossimo 16 giugno per il versamento dell’acconto. E, come di consueto, bisognerà calcolare le imposte sulla base della rendita catastale e delle aliquote definite dai singoli Comuni e procedere poi al pagamento, con bollettino postale o modello F24, di entrambe le imposte sugli immobili. Dal prossimo anno, però, Imu e Tasi dovrebbero essere accorpate in un’unica Local Tax.  I Comuni hanno ancora tempo per definire le nuove aliquote di pagamento 2015 ma in molti casi si procederà al calcolo degli acconti sulla base delle aliquote 2014. Intanto, alcuni Comuni come Bologna Modena, Livorno, Potenza hanno già deliberato nuove aliquote Imu e Tasi 2015 sugli immobili.

Riforma Fisco: Dopo la prima approvazione dei tre decreti della riforma fiscale sulla trasmissione telematica delle fatture per tutti; sulle misure per la crescita e l'internazionalizzazione delle imprese; sulle nuove disposizioni sulla certezza del diritto nei rapporti tra fisco e contribuente, cancellata la misura che prevedeva l’obbligo di adeguamento al Pos per pagamenti con carte di credito o bancomat per commercianti e liberi professionisti. A causa, infatti, delle difficoltà registratesi soprattutto per quanto riguarda gli incentivi che sarebbero stati dati, la norma è saltata, per cui saltano di conseguenza le sanzioni, da 500 a 1.500 euro, inizialmente previste. A rischio anche il bonus mobili e le detrazioni per le ristrutturazioni di casa, nonostante il ministro Delrio abbia smentito tale ipotesi. E a rischio sarebbero anche una serie di agevolazioni e incentivi fiscali oggi in vigore, dalle spese sanitarie, ai sussidi alle imprese, all’agricoltura, al Mezzogiorno, piani allo studio dei commissari per la spending review.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il