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Pensioni ultime notizie Governo Renzi riforma contributivo, quota 100, mini pensione. Ora c'è la giustificazione fondamentale.

Sistemi di uscita anticipata a costo zero e nuove possibilità modifiche pensioni da Renzi: quali le novità e ultime notizie per cambiare le cose




Se ne parla certamente da troppo tempo ormai senza arrivare ad una conclusione reale ma la questione pensioni continua ad essere al centro dell’interesse non solo di forze politiche e sociali ma anche dei diretti interessati stessi, tra lavoratori, pensionandi e pensionati. E le novità e ultime notizie si concentrano in particolar modo ancora sui piani di uscita anticipata, da quota 100 a mini pensione o prestito pensionistico, meccanismi cui si dicono contrati Mef e Ue, particolarmente attenti ai conti pubblici, perché costerebbero troppo, ma che in realtà sono a costo zero ed anzi, nel lungo periodo riuscirebbero a garantire anche risparmi.

Il motivo è presto spiegato: sia che si decida per la quota 100 sia che si scelga il prestito pensionistico, si tratta di sistemi che prevedono penalizzazioni a carico del lavoratore che decide di andare in pensione prima, o anticipi che verrebbero obbligatoriamente restituiti allo Stato, motivo per cui non ci sarebbe necessità di impiego di soldi aggiuntivi. E anche l’assegno universale, misura ormai quasi certa, sarebbe autofinanziato, considerando che, come spiegato dal presidente Boeri, parte delle risorse necessarie potrebbero derivare dai tagli della spending review di Gutgeld.  

E dalla parte di interventi pensionistici sostenuti da Boeri è sempre stato il premier Renzi che, d’accordo con Gutgeld, punta soprattutto su quegli interventi negativi, come tagli a baby pensioni, pensioni di invalidità, di reversibilità, cumulo, che sarebbero importanti per ricavare nuove risorse economiche e fondi per poi riuscire finalmente ad approvare piani flessibili, proprio come quota 100, per esempio. Il problema di Renzi, invece, sul contributivo era avere una base giustificativa importante, base che ora è stata fornita dalla nuova sentenza della Corte Costituzionale che apre a cambiamenti e revisioni della legge attuale importanti.

L’attuale legge pensionistica è, infatti, nata in una situazione di contingenze che necessitavano di una riforma impostata così come è stato fatto, considerando che a causa della sua rigidità è comunque riuscita a garantire la tenuta dei conti pubblici italiani in un momento di particolare crisi e che garantisce fino al 2021 risparmi per 80 miliardi di euro. E’ noto come la situazione in cui è stata formulata era effettivamente gravissima, ma col passare degli anni sono mutate anche le condizioni .

E la recente sentenza della Corte definisce la necessità di un più stretto allineamento tra contributi versati e pensioni più alte. Il principio dovrebbe essere quello di prestare attenzione perchè le pensioni più alte risultino più in linea con i contributi versati, cosa che non è forse mai accaduto finora. Ed è da questo punto che le cose potrebbero cambiare.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il