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Ultime notizie Pensioni Governo Renzi riforma: italiani non vogliono risarcimenti in cambio quota 100, contributivo, mini pensione

C’è chi rinuncia ai risarcimenti pensionistici cui avrebbe diritto a favore di meccanismi flessibili e nuove possibilità per i giovani: le novità




E’ da oltre un anno che non si fa altro che parlare delle nuove proposte presentate per modificare l’attuale legge pensionistica e si susseguono annunci e promesse su uscita con quota 100, mini pensione o prestito pensionistico, contributivo, meccanismi decisamente fondamentali sia per l’opinione pubblica, considerando che rendere più flessibile l’attuale sistema pensionistico gioverebbe a lavoratori e pensionandi, sia per gran parte degli esperti che vedono in una maggiore flessibilità in uscita la possibilità di rilanciare l’economia.

E proprio gli esperti economici, insieme al presidente dell’Inps Boeri e al commissario della spending review Gutgeld, ritengono che sia fondamentale convincere l’Ue dei vantaggi che piani flessibili porterebbero sia in termini di rilancio dell’occupazione, sia in termini di risparmi, bel lungo periodo. Sono infatti meccanismi che, contrariamente a quanto sostiene l’Ue, non hanno bisogno di ulteriori fondi, giacchè sono a costo zero e si possono autofinanziare con le penalizzazioni chieste ai lavoratori che decidono di andare in pensione prima.

Qualcosa sembra poter cambiare con la recente sentenza della Corte Costituzionale, ma in negativo, sentenza che rappresenta una valida scusa per non intervenire sulle pensioni con leggi positive per garantire una maggiore flessibilità in uscita. In realtà, dai commenti letti su numerosi siti web, arrivano email di molte persone tra i beneficiare della sentenza della Consulta che si dicono pronti a fare meno dei risarcimenti, anche perché in alcuna parte si tratta di piccole cifre, per il bene del Paese e il rilancio dell’economia.

Obiettivo primario di tutti è infatti quello di cercare di uscire dalla crisi attuale che stiamo vivendo, puntando anche sui giovani, ed è necessario creare le condizioni ideali per permettere ai più giovani di entrare nel mondo occupazionale. Come spiegato, dal deputato di Scelta Civica, Gianfranco Librandi, ha confermato che sono diversi i cittadini cui spetta il rimborso ma che pensano sia sbagliato, considerando la fase storica di difficoltà che stiamo attraversando.  Ed è nato per questo un comitato ‘Non vogliamo il rimborso’, per raggruppare tutti coloro che decidono di rinunciare al diritto di risarcimento.  

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il