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Pensioni anzianità, donne, precoci riforma Governo Renzi: novità quota 100,mini pensione,contributivo,assegno universale settimana

Tra forme di maggiore flessibilità in uscita, proroga contributivo donna e assegno universale, quali le reali novità pensioni da aspettarsi?




Mentre il ministro dell'Economia Padoan torna a parlare di riforma pensioni e possibili soluzioni dopo il caos degli ultimi giorni, il dibattito politico è ancora ben concentrato sulle forme di maggiore flessibilità in uscita per tutti, nonchè su assegno universale e ricalcolo contributivo. Ma è ben chiaro che continuare a discutere senza riuscire ad arrivare ad una soluzione è piuttosto inutile, considerando, tra l'altro, la necessità sempre più urgente di agire sulle pensioni. E sono ancora, dopo oltre un anno, al vaglio del governo interventi ben definiti, dai piani di uscita a quota 100, al prestito pensionistico o mini pensione, al part time, all’estensione del sistema contributivo per tutti che non riescono però a trovare un consenso deciso.

Le novità e ultime notizie si concentrano sul contributivo donna per cui, in attesa di conferme ufficiali dal governo sulla proroga al 31 dicembre 22015, è stato presentato un nuovo ddl che chiede la possibilità di pensione anticipata a 60 anni per le donne lavoratrici, con possibilità di accumulare i contributi versati durante la propria carriera lavorativa anche durante ‘la maternità e nei lavori di cura che si sono caricate e probabilmente si dovranno caricare ancora’; e sulla quota 100.

A rilanciare ancora una volta su quest’ultimo sistema flessibile Cesare Damiano, che ne aveva proposto il piano di uscita a 60 anni di età e 40 di contributi, o a 61 anni di età e 39 di contributi, o a 62 anni di età e 38 di contributi, scegliendo dunque l’età di uscita, a patto che la somma di età anagrafica ed età contributiva dia 100 come risultato. Accanto a questo sistema, quello nuovo presentato dall’onorevole Prataviera che, per la quota 100, prevede il raggiungimento di un minimo di 35 anni di contributi versati o un'anzianità anagrafica di almeno 58 anni, permettendo, invece, di scegliere di andare in pensione a 58 anni di età e 42 di contributi, a 59 anni di età e 41 di contributi, o con 35 anni di contributi e 65 anni di età, o con 36 anni di contributi e 64 di età, 37 di contributi e 63 di età, e così via.

E mentre resta da capire quali saranno in tal senso gli orientamenti del governo e del presidente dell’Inps Boeri, sembra certa la presentazione, entro fine maggio o inizio giugno, dell’assegno universale per coloro che hanno 55-65 anni. Secondo quanto dichiarato da Boeri, infatti, l'Inps presenterà a giugno una proposta per introdurre un assegno universale garantito per le persone tra i 55 e 65 anni e ha precisato “Non credo che dare loro un trasferimento, che sarà basso li esponga al rischio di non mettersi in cerca di un lavoro. Si tratta di persone che difficilmente trovano un nuovo impiego (solo il 10%)”.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il