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Pensioni interventi netti e radicali, riforma province esuberi, piano scuola, lavoro, riforma interessi: novità mercoledì oggi

Si preparano ad arrivare novità su lavoro e conflitto di interessi mentre si continua a discutere di riforma pensioni e piano scuola ma non solo: le novità




Novità e ultime notizie ad oggi mercoledì 13 Maggio 2015 su riforma pensioni e alcuni altri iter legistlativi in essere. Mancano le risorse economiche per intervenire sulla riforma pensioni, mentre parte del Pd chiedere revisione totale dell’attuale legge pensionistica. La Cgil intanto lancia nuovo allarme per i dipendenti della P.A. e giugno pronte ad arrivare novità su lavoro e conflitto di interessi.

Pensioni: Mancano i fondi per intervenire sulla legge Fornero e l’ostacolo per attuare cambiamenti è la posizione Ue contraria a modifiche pensionistiche, soprattutto orientate verso una maggiore flessibilità, proprio a causa del rischio di tenuta dei conti pubblici. Eppure si tratta di un falso problema, considerando che i piani di uscita anticipata messi a punto dagli esponenti politici che finora li hanno presentati, sono a costo zero perché ognuno, da quota 1100 a mini pensione, a part time, prevede penalizzazioni per il lavoratore che vuole lasciare il lavoro prima. E mentre si continua a discutere su come e quando intervenire in tal senso, cercando di convincere l’Ue dei vantaggi che tali interventi prevederebbero sia in termini di risparmi che in termini occupazionali, mentre si cerca di modificare alcune norme della legge pensionistica attuale, c’è chi, dopo la Lega, chiede di rivedere completamente le attuali norme previdenziali, non modificandole e basta ma intervenendo in maniera radicali. E’ una parte del Pd ad avanzare questa richiesta e Stefano Pedica ha spiegato che si tratta di una richiesta legittima alla luce degli ultimi sviluppi del lavoro. Gli ultimi dati Istat di marzo hanno riferito di una disoccupazione tornata a salire e molti ritengono che, a prescindere della crisi, si tratti di una situazione generata dall’allungamento dell’età pensionabile imposta dall’ex ministro Fornero che costringe i lavoratori a rimanere più a lungo a lavoro senza dare nuove possibilità ai più giovani, sempre più precari e sempre più a rischio pensione.

Riforma Province stipendi dipendenti: Mentre ancora si attende il decreto che definisca piani di mobilità, ricollocamento e prepensionamento per i dipendenti pubblici delle Province in esubero, la Cgil ha lanciato un nuovo allarme secondo cui sarebbe a rischio il pagamento degli stipendi dei dipendenti delle P.A. per il mese di giugno. Il responsabile settori pubblici della Cgil, Michele Gentile, ha infatti detto che “C’è il forte rischio che da giugno i dipendenti delle Province non prendano più lo stipendio. L’assenza di denaro dipenderebbe dai tagli della legge di Stabilità e dai ritardi, dallo stallo nel ricollocare gli esuberi derivanti dalla legge Delrio. Un’operazione che doveva partire a inizio anno e che è invece bloccata”.  Ma il ministro della P.A. Madia ha parlato di allarme “Infondato. Nessuno perderà lo stipendio e il lavoro” e il sottosegretario agli Affari Regionali Bressa ha dichiarato che “Lanciare allarmi come fa la Cgil non solo è sbagliato ma è anche irresponsabile soprattutto nei confronti dei dipendenti, che sono e saranno garantiti nei loro diritti”.

Piano Scuola: Mentre si continua a scioperare contro la riforma della Scuola del governo e domani, martedì 12 maggio, è prevista una nuova protesta che segue quella di martedì scorso 5 maggio, la più grande manifestazione di protesta, finora, contro il governo Renzi, si discute in commissione cultura dell’articolo 2 del disegno di legge sulla Buona Scuola, quello che prevede che l'organico di ciascuna scuola avrà durata triennale, stessa durata che avrà il Piano dell'offerta formativa (Pof). Ma non saranno le scuole autonomamente a stabilire il numero degli incaricati da immettere nella pianta organica. Toccherà all'ufficio scolastico che dovrà compilare l'elenco dei professori e del personale amministrativo, tecnico ed ausiliario (Ata) da attribuire a ciascuna scuola. Il numero di posti sarà determinato sulla base delle richieste del Piano dell'offerta formativa, che dovranno essere presentate da ciascuna scuola in anticipo, entro il mese di ottobre di ogni anno. Le scuole godranno dell'autonomia nella predisposizione del Piano dell'offerta formativa, ma nei limiti delle somme stanziate dal Ministero dell'Istruzione. Inoltre, la riforma prevede che siano i presidi a scegliere i docenti da assumere nella propria scuola dagli albi secondo criteri che saranno concordati con gli altri presidi delle scuole dello stesso albo e che toccherà ai dirigenti scolastici, per l'a.s. 2015/2016, definire il numero di docenti che formeranno l'organico sulla base del fabbisogno individuato con il concorso del collegio dei docenti e del consiglio d'istituto e determinare il Pof triennale. Ed è contro questa figura di preside dai ‘superpoteri’ che si sciopera anche.

Riforma conflitto interessi: La riforma sul conflitto di interessi dovrebbe arrivare Aula entro giugno, secondo quanto annunciato da ministro per le Riforme Boschi. “Se alcuni dei nostri ex leader o ex premier avessero messo la stessa tenacia che hanno messo negli ultimi tempi sui dettagli della nuova legge elettorale, per abolire il Porcellum o per avere finalmente una legge sul conflitto di interessi, ci saremmo risparmiati molte fatiche. Ma non è mai troppo tardi. Vorrà dire che il conflitto di interessi lo porteremo in Aula nelle prossime settimane. Ora è in Commissione, chiederemo la calendarizzazione in Aula entro giugno”. La Boschi ha inoltre precisato che “La maggioranza è schiacciante. Questo non significa che non si possa aprire una discussione di merito sulle riforme costituzionali. Il superamento del bicameralismo paritario e la revisione del titolo V della Costituzione sono obiettivi storici: il testo non è blindato anche se una maggioranza pronta a votare il disegno di legge uscito dalla Camera c'è già”.

Riforma Lavoro: Il prossimo mese di giugno dovrebbe essere anche quello dell’arrivo di terzo e quarto ddl lavoro, dopo i primi due su nuovi ammortizzatori sociali e nuovo contratto unico a tutele crescenti. La speranza è che i prossimi due ddl possano comprendere, tra le altre misure, anche provvedimenti sulle pensioni collegate al lavoro, come il part time che permetterebbe il ricambio generazionale a lavoro. Al momento si sa che comprenderà norme per la tutela della maternità e per la conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro, e novità che puntano ad estendere gradualmente l'indennità di maternità a tutte le lavoratrici.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il