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Pensioni donne, vecchiaia, uomini riforma Governo Renzi: novità base legislativa forte rilancia quota mini pensione, quota 100

Cosa cambia per sistemi come quota 100 o mini pensione dopo recente sentenza della Corte Costituzionale e le ultime notizie. Cosa aspettarsi




Le novità e ultime notizie continuano a concentrarsi ancora sui piani di uscita anticipata, da quota 100 a mini pensione o prestito pensionistico, sostenuti da tutti, forze politiche e sociali, ma contro cui continuano ad opporsi Mef e Ue, secondo cui intervenire in questo modo sulle pensioni metterebbe a rischio i conti pubblici e costerebbero troppo, anche se, come più volte spiegato, si tratta di meccanismi a costo zero che non richiederebbero l’impiego di ulteriori risorse viste le penalizzazioni che ognuno prevede a carico dei lavoratori stessi.

Al massimo richiederebbero solo anticipi da parte dello Stato ma che comunque verrebbero restituiti proprio attraverso le penalizzazioni previste. Nonostante, dunque, si tratti di piani ben definiti, non c’è ancora certezza della loro approvazione, tutt’altro. E’ più probabile, come confermano le novità e ultime notizie, che si modifichino le pensioni prima con interventi negativi e tagli e poi, solo in un secondo momento, assicurando maggiore flessibilità a tutti.

Si tratta di interventi negativi, come revisione di pensioni di invalidità, reversibilità, guerra, baby pensioni, cumulo, da cui, come aveva spiegato lo stesso premier Renzi, si potrebbero ricavare nuovi soldi necessari per definire altri interventi pensionistici. E così si risolverebbe il problema risorse in tal senso. Passando, invece, al contributivo, Renzi ha sempre parlato di una base giustificativa importante che è stata fornita dalla nuova sentenza della Corte Costituzionale che apre a revisioni importanti dell’attuale legge pensionistica.

La sentenza della Corte, che dichiarato illegittimo lo stop delle rivalutazioni delle pensioni più alte,  richiama la necessità di un allineamento più equo tra contributi versati e pensioni più alte, con la necessità di un controllo maggiore sulle pensioni più alte perché risultino effettivamente in linea con i contributi versati. Si tratta di un controllo che difficilmente, se no mai, finora è stato messo in atto e che potrebbe certamente cambiare le cose in ogni senso se davvero attuato come nuovo piano di monitoraggio nell’erogazione delle pensioni.

Allineando infatti erogazioni di pensioni in base ai contributi effettivamente erogati, anche le pensioni più alte avrebbero una giustificazione, vale a dire deriverebbero da maggior contributi versati durante il periodo di attività lavoratori, per cui risulterebbero legittime ed eque, perché proporzionate al lavoro svolto. E così non si sprecherebbero soldi che potrebbero, di conseguenza, essere impiegati in altri interventi.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il