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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: interventi drastici o minimi.E' scontro a massimi livelli su modifiche realizzabili

Intervenire sull’attuale legge pensionistica tra modifiche o revisioni totali: cosa potrebbe cambiare e interventi da cui Renzi potrebbe partire. Le novità




Esattamente come già accaduto per riforma Lavoro, Piano Scuola e riforma della legge Elettorale, il premier Renzi sembra sempre più intenzionato a prendere in mano anche il capitolo pensioni, anche in forma radicale, applicando quelle revisioni chieste solo qualche giorno fa da una buona parte del Pd. Dalle proposte di modifica dell’attuale legge pensionistica, si è infatti passati a richieste di cambiamenti totali e, per paura di perdere voti, considerando i risultati degli ultimi sondaggi e alle soglie ormai delle elezioni regionali del 31 maggio, l’unica mossa che Renzi potrebbe fare per ricompattare fiducia e consensi è puntare sulle pensioni.
 
Al di là delle richieste e della proposte presentate dalle forze politiche e sociali, infatti, le novità e ultime notizie confermano che si tratta di una questione particolarmente cara ai cittadini, tra lavoratori, pensionandi e pensionati, perché inciderebbe in maniera diretta sulla loro vita. A confermare l’intenzione sempre più forte del premier di voler intervenire sulle pensioni, le dichiarazioni che si susseguono di esponenti della ‘sua squadra’ di cui lui stesso ha fortemente voluto le nomine, probabilmente proprio perchè potessero spianare la strada per agire sulle pensioni. Stiamo parlando del presidente dell’Inps Boeri e del commissario della sppending review, già suo consigliere economico, Gutgeld.

Se da questo lato si punta ormai a cambiamenti radicali dell’attuale legge, dall’altra parte, un altro schieramento, Mef e ministro dell’Economia Padoan, contrari da sempre a interventi pensionistici, aprono solo a piccole modifiche e non alla revisione totale della riforma oggi in vigore. E’ un posizione appoggiata dall’Ue che teme che gli interventi sulle pensioni possano avere conseguenze negative sui conti pubblici, motivo per il quale anch’essa da sempre si dice contraria a modifiche pensionistiche, in particolar modo a quelle orientate a garantire una maggiore flessibilità in uscita per tutti.

Le uniche aperture dall’Ue riguardano eventuali interventi da mettere a punto solo per singole situazioni e trovando soluzioni per determinati casi, come già fatto dall’ultima sentenza della Corte Costituzionale sui risarcimenti ai pensionati che in questi anni non hanno goduto delle rivalutazioni pensionistiche dei loro assegni mensili. E potrebbero rientrare in queste situazioni anche esodati e quota 96 della scuola, visto che si tratta di un altro sbaglio contenuto nella legge pensionistica oggi in vigore.

Considerando l’evoluzione della situazione e le posizioni attuali, è dunque possibile che Renzi prema l’acceleratore sulle pensioni, probabilmente a partire da fine giugno dopo elezioni regionali e in vista del DEF. E potrebbe partire proprio da quel piano di interventi negativi, che prevedono tagli e revisioni di baby pensioni, pensioni di invalidità, reversibilità, guerra, cumulo, da mettere in pratica in una logica di redistribuzione con la speranza che le risorse accumulate possano essere impiegate per l’applicazione di piani flessibili tra quota 100 o mini pensione.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il