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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: interventi peggiorativi sono certi troppe conferme. Due questioni aperte rimangono

Ancora in alto mare i meccanismi di uscita anticipata e flessibile per tutti e più probabili interventi negativi: quali sono e a cosa potrebbero servire. Le novità e ultime notizie




Restano ancora in ballo, e in alto mare, i meccanismi di uscita anticipata e flessibile per tutti per modificare l’attuale riforma pensioni e renderla meno rigida, sembra che, invece, il premier Renzi abbia intrapreso la sua strada di interventi condivisi con i suoi consiglieri economici e con il presidente dell’Inps Boeri. Si tratta di quei tagli che dovrebbero interessare pensioni di invalidità, baby pensioni, pensioni di reversibilità e sistema contributivo, che, secondo il premier, potrebbero permettere l’accumulo di quelle risorse necessarie per andare avanti anche sui meccanismi flessibili.

Tra le novità e ultime notizie, l’ultimo atto dell’operazione trasparenza avviato dal presidente Boeri e la partenza ufficiale venerdì scorso primo maggio de ‘La mia pensione’, sistema di calcolo e simulazione del futuro pensionistico dei lavoratori che, semplicemente inserendo pochi semplici dati, potranno sapere quando andranno in pensione e quanto potrebbero percepire mensilmente. Anche Gutgeld prosegue con le sue intenzioni di intervento sulle pensioni, a partire dal contributivo e si attende di capire cosa e se qualcosa potrebbe arrivare, a sorpresa, in vista delle prossime elezioni regionali di fine mese.  

Tra gli ultimi interventi da segnalare sulle pensioni, quello del sottosegretario all’Economia Zanetti che ha chiaramente detto che Renzi sbaglia a non parlare direttamente di pensioni, ponendo il problema della considerevole cifra che serve, per esempio, per i risarcimenti ai pensionati che non hanno goduto della rivalutazione pensionistica in questi anni per effetto dell’attuale legge pensionistica, e rilanciando l’ipotesi di una restituzione parziale dei soldi, tra l’altro nelle intenzioni dello stesso Renzi.

Si tratta, comunque, di una misura che potrebbe far letteralmente saltare i conti, visto che servono oltre 10 miliardi di euro e si potrebbero rischiare eventuali aumenti Iva. E’ chiaro, dunque, come per scongiurare altri pesi per i cittadini, probabilmente si procederà con gli interventi negativi al vaglio che permetterebbero di mettere da parte nuovi soldi, ma si pongono a questo punto due dubbi: il primo riguarda gli interventi negativi che effettivamente verrebbero approvati, se tutti di quelli annunciati o solo qualcuno, e chi potrebbero colpire; e il secondo pone il problema dell’utilizzo delle risorse.

Se, infatti, effettivamente dagli interventi negativi previsti verranno recuperate nuove risorse economiche, i soldi verranno impiegati in ulteriori interventi pensionistici e se si per quali, per sistemi di uscite anticipate e flessibili per tutti; o aumentare finalmente gli assegni minimi, o, ancora una volta, per elaborare singole leggi solo per determinate categorie di lavoratori, rischiando di ricadere sempre nello stesso errore?

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il