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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi come può incidere Pil più alto del previsto. Vi sono due impatti da considerare

Il Pil torna a salire e l’Italia fuori dalla recessioni: quali le influenze che tale novità potrebbe avere sulle pensioni. Le ultime notizie




Il nostro Paese finalmente fuori dalla recessione? Secondo le novità e ultime notizie Istat, nel primo trimestre 2015 il Pil è tornato a crescere, con un aumento dello 0,3% rispetto all'ultimo trimestre del 2014. Secondo l'Istituto, la nuova crescita rappresenta la sintesi di un aumento del valore aggiunto nei comparti dell'agricoltura e dell'industria e di una sostanziale stazionarietà nei servizi. Inoltre, sottolinea l’Istat, la crescita del Pil in questo primo trimestre dell'anno, pari a +0,3%, è la più alta da inizio 2011.

Potrebbe essere questa la pria notizia che annuncia l'attesa ripresa economica del nostro Paese, seppur lenta, e si tratta certamente di una novità importante che potrebbe avere anche impatto su interventi pensionistici. Da una parte, infatti, la ripresa, seppur lieve, del Pil potrebbe avere influenza sia su piani di uscita anticipata e flessibile, in quanto il Pil in costante crescita permette una facilità di manovre economiche soprattutto perchè l'Ue potrebbe concedere più margini di intervento e dare maggiore fiducia.

Certo, la strada da fare per recuperare terreno è molto lunga, la crisi in cui è sprofondata l'Italia profodna da risanare, anche se in realtà, come spesso ribadito, si potrebbe comunque intervenire sulle pensioni visto che le coperture per quota 100 o mini pensioni si possono trovare con autofinanziamenti e risparmi derivanti, come detto dal presidente Inps Boeri e dal commissario Gutgeld, dal piano di interventi negativi al vaglio.

Attraverso, infatti, revisione di baby pensioni, pensioni di invalidità, di guerra, reversibilità e cumulo, insieme al ricalcolo contributivo che il presidente Boeri continua ad annunciare, sostenuto anche dal premier Renzi che già l’anno scorso aveva parlato di prelievo di solidarietà sulle pensioni d’oro, si riuscirebbero ad accumulare nuove risorse economiche che insieme alle penalizzazioni che ogni meccanismo flessibile prevede a carico del lavoratore non richiederebbe la necessità di ulteriori fondi da impiegare. Al massimo si tratterebbe solo di anticipi dallo Stato che verrebbero però restituiti dai lavoratori stessi. Il vero problema resterebbe l’Ue che, però, con un Pil migliore  e concedendo maggiore fiducia al nostro Paese potrebbe dare il via a modifiche flessibili sulle pensioni.

Dall’altra, un costante aumento del Pil potrebbe consentire un aumento degli assegni mensili che altrimenti correrebbero gli stessi rischi di quest’anno. A causa infatti del Pil negativo registratosi, il valore delle pensioni invece che essere rivalutato verrebbe svalutato, rischiando assegni minori. A causa della recessione, infatti, i pensionati potrebbero ricevere pensioni minori perché i contributi versati che definiscono l'importo delle pensioni potrebbero essere rivalutati negativamente nei prossimi anni.

Si tratta della conseguenza della riforma Dini del 1995, che prevede la rivalutazione dei contributi accumulati sulla base del pil nominale, che comprende anche il dato sull'inflazione, ora negativa. La riforma Dini stabilisce infatti che il tasso di rivalutazione ‘è dato dalla variazione media quinquennale del prodotto interno lordo (PIL) nominale, calcolata dall’Istat con riferimento al quinquennio precedente l’anno da rivalutare’ e quest'anno, per la prima volta, l'indice è diventato negativo.

Di questa questione e della necessità di intervnire affinchè nonsi verificasse questa ipotesi si era parlato ancor prima della Legge di Stabilità dello scorso dicembre ma non arrivò all'epoca alcun intervento che potesse limitare questo effetto negativo sulle pensioni. Adesso potrebbe essere arrivato il momento giusto per evitare brutte sorprese ai pensionati, la maggior parte dei quali sono già stati fortemente penalizzati dall'entrata in vigore delle attuali norme previdenziali.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il