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Pensioni donne, anzianità, vecchiaia riforma Governo Renzi: novità per chi,come interventi negativi certi o quasi per tanti indizi

Possibili interventi negativi sulle pensioni sempre più concreti prima di piani flessibili: cosa prevederebbero e come impiegare le risorse. Le ultime notizie




Rendere l’attuale riforma pensioni più flessibile per tutti con piani di uscita anticipata è ancora l’obiettivo centrale del governo Renzi che però si muove in maniera troppo lenta in tal senso. E le novità e ultime notizie confermano una maggiore disponibilità del governo a intervenire in maniera negativa partendo da quel piano di tagli a pensioni di reversibilità, invalidità, guerra, baby pensioni annunciati dal premier Renzi già l’anno scorso, spinto dal suo consigliere economico Gutgeld, oggi nuovo commissario per la spending review, per arrivare al ricalcolo contributivo spiegato dal presidente dell’Inps Boeri.

Sono interventi che seppur negativi servirebbero per recuperare nuove risorse economiche da riutilizzare poi per interventi positivi e piani flessibili, da quota 100 a mini pensione e contributivo. Ma non solo: i soldi recuperati, se investiti davvero in un’ottica di redistribuzione equa delle risorse, potrebbero anche servire per aumentare gli assegni minimi o per soluzioni universali che evitino di fare ricadere sempre nell’errore di mettere a punto soluzioni esclusivamente per determinate categorie di lavoratori, escludendone altre.

La novità del caos creatosi negli ultimi giorni, lascia però aperta una questione: se gli interventi negativi messi a punto dal governo servono per recuperare risorse da investire in una maggiore flessibilità, come verrebbero restituiti i soldi ai pensionati destinatari dei risarcimenti cui hanno diritto per la mancata rivalutazione dei loro assegni a causa delle norme pensionistiche di oggi?

Il sottosegretario all’Economia Zanetti, a tal proposito, ha lanciato  l’ipotesi di una restituzione parziale dei soldi, che comunque potrebbe far letteralmente saltare i conti, visto che servono decine di miliardi di euro e si potrebbero rischiare eventuali aumenti Iva. A questa situazione bisogna aggiungere anche tutti quei casi sociali derivati dall'entrata in vigore delle nuove norme pensionistiche e che è necessario risllvere e per cui servirebbero ulteriori soldi, quindi tutto fa pensare che partire da interventi negativi e tagli sia il presuppposto migliore per poi intervenire anche su altri aspetti pensionistici.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il