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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi impatto crescita Pil su assegno universale, quota 100, contributivo, mini pensione

Il Pil torna a crescere nel primo trimestre dell’anno e se continua così si potrebbero avere importanti consegue su riforma pensioni: le novità




Il Pil torna a crescere nel primo trimestre 2015 e l’Istat ha reso noto un aumento dello 0,3% rispetto all'ultimo trimestre del 2014. Secondo l'Istituto, la crescita del Pil in questo primo trimestre dell'anno, pari a +0,3%, è la più alta da inizio 2011 ed è una novità importante che potrebbe avere importanti conseguenze  sia su piani di uscita anticipata e flessibile, visto che il Pil in costante crescita permetterebbe maggiori aperture dall'Ue a interventi anche flessibili sulle pensioni.

Se la ripresa dell’Italia dovesse continuare su questa strada, infatti, la fiducia nei confronti dei cambiamenti avviati potrebbe essere maggiore e consentire, finalmente, margini di modifiche su quelle pensioni su cui insiste da tanto. E le novità e ultime notizie continuano a confermare la necessità di intervenire con piani come quota 100 o mini pensioni. E probabilmente si capirebbe anche che il problema della mancanza di risorse non è poi così centrale, considerando che, come spiegato più volte, si tratta di piani flessibili che  sarebbero autofinanziati tramite le penalizzazioni a carico del lavoratore ma anche attraverso i risparmi derivanti dai tagli della spending review.

Fondi che servirebbero anche per quell’assegno universale che dovrebbe ormai essere presentato a giugno dal presidente Boeri. Ulteriori soldi potrebbero derivare anche dagli interventi negativi previsti su baby pensioni, pensioni di invalidità, di guerra, reversibilità e cumulo, e dal ricalcolo contributivo. Se il problema risorse è, dunque, facilmente superabile, l’ostacolo ero resterebbe l’Ue che solo in caso di costante miglioramento del Pil migliore potrebbe dare il via a modifiche flessibili sulle pensioni.

Un aumento del Pil consentirebbe anche un aumento degli assegni mensili che, in caso contrario, rischierebbero la svalutazione di quest’anno a causa proprio dell’andamento negativo del Pil che, piuttosto che consentire aumenti, potrebbe portare a svalutazione del valore degli assegni mensili.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il