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Pensioni anzanità, donne, vecchiaia riforma Governo Renzi: novità interventi su pensioni con Pil maggiore aspettative

La riforma pensioni Renzi potrebbe subire un'accelerazione alla luce della conferma dell'Istat che l'Italia è tornata a crescere.




Ci sono due novità che possono far ben sperare per la riforma pensioni. Le ultime notizie che arrivano dall'Istat segnalano una crescita dello 0,3% nel primo trimestre del 2015 rispetto a quello dello scorso anno. Certo, è ancora poco e non è sufficiente per una svolta nelle politiche di cambiamento, ma si tratta comunque di numeri differenti rispetto alle stime delle vigilia degli analisti. In seconda battuta, ma non meno importante, l'Italia ha ottenuto dalla Commissione Europea la clausola di flessibilità sui conti pubblici in cambio di riforme. In buona sostanza, si allargano gli spazi di manovra e le scelte, adesso più di prima saranno di tipo politico.

Certo, quando si parla di pensioni occorre andarci sempre cauti. Sia perché la spesa previdenziale è molto alta in Italia e sia per l'ostracismo della stessa Unione Europea a modificare l'attuale legge Fornero. Saranno decisivi non solo la crescita economica, ma anche il taglio alla spesa pubblica. Nel mirino del governo ovvero del commissario per la spending review ci sono anche gli abusi delle pensioni di invalidità così come l'Inps sta invitando a mettere in piedi un sistema più equo e meno squilibrato tra generazioni.

Sono poi state pubblicate le raccomandazioni all'Italia dell'Unione Europea. Ebbene, anche se non c'è un diretto riferimento alle pensioni, Bruxelles lamenta interventi poco incisivi sulla disoccupazione giovanile e progressi limitati nella lotta alla povertà. Per contrastare la mancanza di lavoro tra i più giovani, l'Italia - viene spiegato - deve riformare la scuola e rafforzare l'istruzione professionale. Richieste anche misure per affrontare le debolezze nella governance delle banche e ridurre i crediti deteriorati. Invocato nel 2015 anche un rafforzamento della strategia di bilancio per rispettare il requisito di riduzione del debito. A completamento delle raccomandazioni, si segnalano quelle su infrastrutture e giustizia, due questioni sulle quali l'Italia è in ritardo.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il