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Pensioni donne, anzianità, uomini riforma Governo Renzi: novità contributivo, quota 100, assegno universale con Pil più alto.

Ci sono novità che fanno ben sperare sul versante della riforma pensioni, ma la situazione dei conti pubblici rimane sempre delicata.




Sono due le notizie positive sulla riforma pensioni. La prima è la novità sulla ripresa dell'economia. Certo, il +0,3% dei primi tre mesi di quest'anno rispetto al primo trimestre del 2014 è poca cosa, ma si tratta di un primo inizio che potrebbe avere conseguenze positive. La seconda è relative alle ultime notizie che arrivano da Bruxelles: l'Unione Europea ha concesso la clausola di flessibilità sui conti pubblici, in cambio di riforme, che consentirà all'esecutivo di allargare i confini di manovra. Sul governo Renzi pende però una stangata da svariati miliardi di euro.

Il motivo? L'Alta Corte ha bocciato la norma Fornero del 2011 che bloccava per il 2012 e il 2013 la rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici al costo della vita per gli assegni superiori a tre volte il minimo Inps. La legge era contenuta nel Salva Italia del governo Monti "in considerazione della contingente situazione finanziaria". Ma per i giudici "l'interesse dei pensionati, in particolar modo i titolari di trattamenti previdenziali modesti, è teso alla conservazione del potere di acquisto delle somme percepite, da cui deriva in modo consequenziale il diritto a una prestazione previdenziale adeguata. Tale diritto, costituzionalmente fondato, risulta irragionevolmente sacrificato nel nome di esigenze finanziarie non illustrate in dettaglio".

Secondo l'Avvocatura dello Stato l'impatto sui conti pubblici sarebbe di circa 1,8 miliardi per il 2012 e circa 3 per il 2013. Elsa Fornero, allora ministro del Lavoro, è dunque tornata nell'occhio del ciclone e stavolta si difende così: "Il blocco della perequazione non fu scelta mia, ma di tutto il governo, a partire da quelli che guardano ai conti. Venne ritenuta necessaria perché dava risparmi immediati. Vengo rimproverata per molte cose, ma quella fu la cosa che mi costò di più". Se l'Alta Corte "l'ha bocciata avrà avuto le sue buone ragioni".

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il