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Pensioni modifiche welfare 360 gradi, riforma giustizia, quota 96, amnistia, indulto,riforma istruzione scuola: novità lunedì oggi

Le novità ad oggi lunedì 18 maggio del governo Renzi tra pensioni, riforme di Giustizia e Scuola e questione carceri: ultime notizie




Nuove aperture sulle misure della riforma della Scuola, si avviano all’approvazione le nuove norme della riforma della Giustizia mentre resta ancora aperta la questione del sovraffollamento delle carceri. Vediamo le novità e ultime notizie oggi.

Pensioni: Cambiare l’attuale legge pensionistica passando da interventi sul welfare: è questo il vero progetto al vaglio del premier Renzi e della sua ‘squadra’, puntare cioè prima a rivedere il welfare, tra assistenza e pensioni per poi spostarsi su interventi pensionistici. E le novità e ultime notizie confermano questo progetto, considerando che qualche giorno fa è stato annunciato un piano di tagli al vaglio dei commissari della spending review che dovrebbe colpire agevolazioni, sussidi e i tanti bonus oggi esistenti. Il taglio delle agevolazioni, secondo quanto previsto, potrebbe toccare la maggiore parte delle detrazioni e delle deduzioni fiscali, comprese le spese sanitarie.  Tagli previsti anche ai sussidi alle imprese, al Mezzogiorno, ai bonus badanti per l’assistenza personale e familiare, ai bonus per le ristrutturazioni edilizie. L’idea è quella di ridurre, a partire dal 2016, il bonus al 20% da poter spendere in quote annuali per 10 anni sia per le ristrutturazioni edilizie sia per gli interventi di riqualificazione energetica. Si tratta, dunque, di una serie di interventi sul welfare che servirebbero poi per permettere l’introduzione dell’assegno universale. Altro piano al vaglio il ricalcolo contributivo delle pensioni o tagli su pensioni di invalidità, reversibilità, cumulo, per aumentare i risparmi accumulati e permettere, in un secondo momento, piani di uscita anticipata per tutti. Intervenire sulle pensioni passando dal welfare sembra essere l’orientamento più giusto per garantire modifiche concrete al sistema previdenziale.

Riforma Giustizia: Piuttosto articolata la nuova riforma della Giustizia che si snoda su diverse nuove norme che riguardano la legge sul carcere preventivo, il conflitto interessi, e la nuova legge anticorruzione. Innanzitutto, è entrata in vigore la legge sulle misure cautelari personali, che modifica alcuni articoli del Codice di procedura penale, rendendo più difficile il ricorso al carcere preventivo. La novità definisce la custodia cautelare come una extrema ratio purché non si sia in presenza di accuse molto gravi come associazione sovversiva, associazione terroristica, associazione mafiosa, o internazionale. Resta comunque il fatto che i pericoli di fuga e reiterazione del reato saranno considerati come concreti e attuali. Per l’applicazione della misura cautelare serviranno poi adeguate giustificazioni, altrimenti la richiesta potrebbe essere bocciata dal Tribunale della Libertà. Si avvia ad essere approvata, invece, nei prossimi giorni la legge anticorruzione che parte dalle modifiche alla prescrizione, soprattutto in riferimento alla rimodulazione dei termini per i reati di corruzione, che sono stati aumentati della metà. Il testo reintroduce poi il falso in bilancio, prevede un aumento delle pene, minime e massime, il patteggiamento solo previa restituzione del maltolto e sconti di pena per chi collabora. Entro giugno, poi, dovrebbe arrivare in Aula la riforma sul conflitto di interessi, secondo quanto annunciato da ministro per le Riforme Boschi. “Se alcuni dei nostri ex leader o ex premier avessero messo la stessa tenacia che hanno messo negli ultimi tempi sui dettagli della nuova legge elettorale, per abolire il Porcellum o per avere finalmente una legge sul conflitto di interessi, ci saremmo risparmiati molte fatiche. Ma non è mai troppo tardi. Vorrà dire che il conflitto di interessi lo porteremo in Aula nelle prossime settimane. Ora è in Commissione, chiederemo la calendarizzazione in Aula entro giugno”.

Quota 96: Ancora aperta la questione dei quota 96 con 4mila lavoratori, tra docenti e personale Ata, che hanno maturato i loro requisiti pensionistici tre anni fa ma sono ancora costretti a lavorare a causa di un errore contenuto nell’attuale legge pensionistica. Alcuni deputati hanno presentato nuovi emendamenti al Ddl La Buona Scuola, in discussione alla Camera, per chiudere questa partita. Sono stati presentati ben sette emendamenti da M5S e Sel che chiedono al governo di mandare in pensione dal primo settembre 2015 chi ha maturato i requisiti entro la fine dell'anno scolastico 2011-2012 e poi bloccato dalle nuove norme previdenziali. Resta da capire se se ne potrà ancora discutere e se bisognerà prepararsi all'ennesima delusione, dopo tante che sono già state accolte.

Indulto e amnistia: Si è tenuto ieri 14 maggio, l’incontro tra il ministro della Giustizia Orlando e una delegazione di Radicali, da sempre sostenitori delle misure di indulto e amnistia. Il ministro Orlando ha dichiarato: “Mi sembrava doveroso avere un confronto con chi del tema delle carceri si è sempre occupato con grande impegno e anche coerenza. Nelle prossime settimane ci confronteremo anche con altri soggetti, componenti culturali e associazioni, che potranno darci un contributo importante nell’elaborazione complessiva, che verrà fuori in questi mesi, dal lavoro degli Stati generali che concluderemo nel prossimo autunno”. E gli Stati generali dell’esecuzione penale, il semestre dedicato al tema dell’esecuzione penale iniziano dal Carcere di Bollate il 19 maggio. Nulla comunque è stato detto in maniera precisa e puntuale sul futuro delle misure di clemenza che, dopo diversi provvedimenti già approvati volti a ridurre il sovraffollamento carcerario, sembrano ancora le uniche capaci di poter risolvere in tempi brevi l'emergenza delle nostre strutture penitenziarie.

Riforma scuola: Si riapre il confronto sulle misure della riforma della Scuola e il premier Renzi sembra fare un passo indietro sulle precettazioni degli insegnanti che minacciano di bloccare gli scrutini in segno di protesta, ma il ddl Scuola va avanti senza stralci. Il premier avrebbe detto: “Non separo le assunzioni dalla riforma”, smentendo che si possa separare l’iter della riforma da quello delle stabilizzazioni. E ha dichiarato: “Assumiamo con un modello di scuola diverso. Ci saranno centosessantamila assunzioni tra questo e il prossimo anno: è una cifra enorme. Per gli altri precari non ci può essere altra procedura che quella concorsuale”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il