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Pensioni donne, vecchiaia, anzianità Governo Renzi riforma novità della settimana

Pil in crescita e Italia fuori dalla recessione: le possibili conseguenze sulla riforma pensioni e cosa potrebbe realmente cambiare. Le novità




Italia finalmente fuori dalla recessione: nel primo trimestre 2015 il Pil è tornato a crescere, con un aumento dello 0,3% rispetto all'ultimo trimestre del 2014 (ma su base annua, secondo i dati Istat, la variazione è nulla). La crescita nel primo trimestre è la più alta da inizio 2011: solo nel primo trimestre di 4 anni fa, il Pil aumentò dello 0,4%. E queste novità e ultime notizie fanno ben sperare su prossimi interventi anche sulle pensioni, soprattutto se il Pil dovesse continuare a crescere in maniera costante. Era, infatti, questa la condizione dichiarata tempi fa per aspettarsi possibili interventi pensionistici nella prossima Legge di Stabilità.

La ripresa economica potrebbe essere importante anche per nuove aperture ad una maggiore flessibilità di interventi, con la certezza, però, che per cambiare le pensioni si partirebbe comunque da interventi negativi da cui si potrebbero recuperare ancora risorse economiche necessari per ulteriori modifiche. Partire, dunque, da tagli baby pensioni, pensioni di invalidità, reversibilità, guerra, cumulo, e ricalcolo contributivo per arrivare a sistemi di uscita anticipata per tutti come quota 100, mini pensione o contributivo. Anche se il timore di molti è che le risorse recuperate possano essere utilizzate, come già avvenuto in passato, solo per determinate categorie di lavoratori e non per una soluzione universale, quella che invece auspicano tutti.

Ma premier Renzi e la squadra, Boeri, Gutgeld e ministro Poletti, sono pronti a presentare un nuovo piano di intervento sulle pensioni entro giugno, mentre il ministro Padoan continua ad essere contrario a modifiche sulle pensioni e una parte del Pd ha chiesto una completa revisione dell’attuale legge in vigore. Possibili novità potrebbero essere annunciate, a sorpresa, dal governo in vista delle prossime elezioni regionali del 31 maggio, perché puntare sulle pensioni servirebbe a recuperare quel consenso decisamente calato.  

E gli appuntamenti della settimana confermano l’intenzione di cambiare le pensioni: il ministro del Lavoro Poletti e il presidente dell’Inps Boeri, per esempio, intervenuti alla Camera hanno confermato le ipotesi di ricalcolo contributivo e dell’assegno universale,la Lega ha avanzato nuove proposte di modifica, dalla proroga del contributivo donna fino al 2018, alla pensione a 64 anni per i dipendenti pubblici che al 31 dicembre 2012 hanno maturato quota 96. Altra proposta arrivata chiede la reintroduzione del divieto di cumulo con i redditi da lavoro per garantire una maggiore flessibilità in uscita

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il