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Pensioni vecchiaia, donne, anzianità Governo Renzi riforma novità questa settimana tra interventi, studi e dati economici

La priorità del governo Renzi si conferma ora quella di interventi sulla riforma pensioni ma quali sarbbero le novità? Le ultime notizie della settimana




La priorità del governo Renzi si conferma ora quella di interventi sulla riforma pensioni e la settimana appena chiusa riporta importanti novità che potrebbero certamente influire sui cambiamenti auspicati sulle pensioni. Tra queste certamente l'attestato rialzo del Il nel primo trimestre del 2015, aumento che sembra aver portato l'Italia fuori dalla recessione. Secondo quanto riportato dall'Istat, infatti, nel primo trimestre del 2015, il Pil espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2010, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato dello 0,3% rispetto al trimestre precedente.

E si tratta di un dato che si traduce in un lieve ripresa del Paese, novità positiva che potrebbe influenzare positivamente gli ulteriori interventi al vaglio del governo, pensioni comprese. Ma sono possibilità di intervento che potrebbero concretizzarsi solo se il Pil continuasse a salire in maniera costante, permettendo davvero la definizioni di novità pensioni nella prossima Legge di Stabilità. La crescita del Pil, e quindi la ripresa dell'economia in generale, aprirebbero nuovi margini di intervento e garantirebbero nuova fiducia.

Questo significherebbe, ancora, poter lavorare sui piani di uscita anticipata e flessibili per tutti come quota 100, mini pensione o contributivo, partendo, però, probabilmente dagli interventi già annunciati dal premier Renzi, che toccherebbero baby pensioni, pensioni di invalidità, reversibilità, guerra, cumulo, e ricalcolo contributivo, per accumulare nuove risorse da reinvestire nelle pensioni stesse. La domanda è come utilizzati questi ulteriori soldi, se per piani di uscite anticipate per tutti, o per aumentare gli assegni minimi, o per alcune categorie di lavoratori, compiendo gli stessi errori degli anni passati.

E mentre il premier Renzi, pur tacendo in maniera diretta ancora sulle pensioni, si affida ai piani della sua squadra, Boeri, Gutgeld e ministro Polett, pronti a presentare un nuovo piano di intervento sulle pensioni entro al massimo il mese di giugno, Mef e ministro Padoan si dicono ancora contrari a modifiche sulle pensioni e una parte del Pd chiede la totale revisione della legge oggi in vigore.

Intanto,  c’è chi, a sorpresa, attende nuovi annunci dal governo sulle pensioni in vista delle elezioni regionali di fine mese, puntando su un tema caro ai cittadini, soprattutto per riconquistare consensi e fiducia, visto che i primi risultati delle elezioni comunali tenutisi in alcune città hanno già messo in evidenza il primato di chi sostiene cambiamenti alle pensione, come la Lega.

Eppure gli appuntamenti della settimana confermano effettivamente la volontà da parte di esponenti autorevoli di cambiare le pensioni. Sono, infatti, intervenuti nei giorni scorsi alla Camera il ministro del Lavoro Poletti e il presidente dell’Inps Boeri, lasciando intendere di voler proseguire sulla strada del ricalcolo contributivo e dell’assegno universale, e sono arrivate nuove proposte volte a reintrodurre il divieto di cumulo con i redditi da lavoro per garantire una maggiore flessibilità in uscita; o, come richiesto dalla Lega, una proroga del contributivo donna fino al 2018 e di pensione a 64 anni per i dipendenti pubblici che al 31 dicembre 2012 hanno maturato quota 96.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il