Telecom Brazil rimane a Telecom Italia che non la venderà per il momento

Telecom Italia guadagna quasi due punti percentuali alla fine della seduta del consiglio d’amministrazione chiamato ad affrontare questioni importanti



Telecom Italia guadagna quasi due punti percentuali alla fine della seduta del consiglio d’amministrazione chiamato ad affrontare questioni importanti come quella della riorganizzazione interna della società, della gestione della sicurezza delle telecomunicazioni dopo gli scandali recenti del caso Tavaroli e quella dello scorporo della rete fissa. Grande assente dall’ordine del giorno di oggi il caso Telefonica, la società spagnola con cui sono in corso trattative per un eventuale ingresso in Olimpia (la holding che controlla Telecom Italia). In compenso è stata presa una decisione sulla tanto chiaccherata vendita della controllata Telecom Brazil che non sarà più venduta. Così recita il comunicato appena uscito della società guidata da Guido Rossi che ha ritenuto di non accettare le offerte pervenute.

Ulteriori dettagli si sapranno solo con il nuovo piano industriale che, ha assicurato consigliere indipendente della società Jean Paul Fitoussi, "sarà presentato prestissimo". Una certa attenzione al cda di oggi è stat riservata allo scorporo della rete fissa. La stampa nei mesi scorsi ha fatto diverse ipotesi sulla gestione di questo asset strategico e da mesi Telecom Italia sta vagliando diverse ipotesi insieme all’autorità garante delle Comunicazioni. L’attenzione del Governo su questo punto non è mai venuta meno, anzi.

Il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni, con cui le frizioni anche di recente non sono mancate, ha rilasciato un’intervista in cui ha detto di ritenere personalmente importante che la rete rimanga privata, ma italiana. Fitoussi oggi, all’uscita dal cda, ha commentato sibillino: "C'è un rapporto sulla rete che sarà reso pubblico presto: è un bel riassetto". Di più per ora non è dato sapere, ma in molti pensano che si arriverà a una separazione della gestione e sulle difficoltà e le speranze di rinnovamento della "security". Dopo la bufera che aveva travolto la compagnia in seguito alla scoperta di intercettazioni abusive a 360 gradi e di rapporti illeciti e poco chiari con i servizi segreti, si tratta di un argomento particolarmente scottante. "Noi siamo oggi nell'occhio del ciclone - ha spiegato Fitoussi - ma il problema della sicurezza esiste per tutte le compagnie telefoniche mondiali così come per tutti gli istituti bancari". Difficile dissentire dopo quello che è successo nel Bel Paese.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il