BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni vecchiaia, donne, anzianità riforma Governo Renzi: novità dichiarazioni Maroni, Gnecchi, Munerato, Boeri, Poletti,Gnecchi

Mentre si continua a discutere delle nuove proposte presentate per modificare la riforma pensioni, nuovi piani di Maroni e dichiarazioni di Boeri, Poletti, Damiano Gnecchi




Mentre si continua a discutere delle nuove proposte presentate per modificare la riforma pensioni, il presidente della Regione Lombardia Maroni annuncia l’intenzione si sperimentare l’assegno universale per i cittadini residenti nella regione. Maroni ha infatti dichiarato “Molti ne parlano, tanti chiacchierano, noi lo introdurremo” incaricando gli assessori competenti di mettere a punto il progetto, che dovrebbe essere già presentato nei giorni scorsi, per poi probabilmente entrare in vigore già entro la fine dell’anno. Per l’assegno universale di Maroni, verrebbero utilizzate le risorse del fondo sociale europeo per ridurre la povertà e l’esclusione sociale, anche attraverso il programma speciale di introduzione del reddito di cittadinanza. Ad appoggiare il progetto del presidente Maroni il segretario regionale Pd Alessandro Alfieri, che si dice pronto a discuterne sin da subito.

Altro intervento della settimana da parte della Lega, quello della senatrice Munerato che punta, invece, su una nuova proroga del contributivo donna. La Munerato ha spiegato che il contributivo donna che permette alle donne lavoratrici di accedere alla pensione se hanno maturato almeno 57 anni di età, che salgono a 58 per le autonome, e 35 anni di contributi, purchè accettino di calcolare la loro pensione finale con sistema contributivo, potrebbe aiutare a sostenere una maggiore flessibilità in uscita e, mentre si attendono risposte ufficiali dal governo sulla proroga al 31 dicembre 2015, propone di prorogare l’opzione al 31 dicembre 2018.

Sostiene invece il piano di uscita anticipata a quota 100 il presidente della Commissione Bilaterale Anagrafe Tributaria Portas che ha anche proposto di unificare l'anagrafe tributaria dei diversi enti, da Inps ad Agenzia delle Entrate, per risparmiare milioni di euro per poter mettere in atto nuovi interventi sulle pensioni. La Gnecchi del Pd, invece, ha presentato una nuova proposta per reintrodurre il divieto di cumulo dei trattamenti pensionistici con i redditi da lavoro e permettere così di dare nuova spinta all’occupazione giovanile.

Boeri torna invece a parlare del ricalcolo contributivo e della necessità di intervenire perché “l’ignavia di Stato è stata molto grave, giacchè ha impedito a molte generazioni di cautelarsi, nella consapevolezza di quanto ciò avrebbe inciso sulla pensione futura”. E si augura equità tra generazioni. Anche il ministro del Lavoro Poletti ha confermato che l'intenzione del governo è di arrivare presto a nuove soluzioni sulle pensioni, ma ha anche ammesso che momento non ci sono piani specifici al vaglio del governo. Una nuova proposta potrebbe arrivare, come annunciato d’accordo da Boeri, a giugno.

Cesare Damiano rilancia invece su una maggiore flessibilità pensionistica, una soluzione del problema degli esodati rimasti esclusi dalle salvaguardie finora approvate, e di permettere a chi rimane senza lavoro, di poter andare in pensione a partire dai 62 anni di età piuttosto che approvare l’assegno universale.

     

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il