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Imu 2015 e Tasi 2015: calcolo, pagamento, regole e istruzioni prima rata con comuni con nuove aliquote e vecchie

Tra circa un mese, i contribuenti italiani possessori di immobili si ritroveranno alle prese con i primi pagamenti degli acconti di Imu e Tasi 2015: cosa fare e nuove aliquote




Tra circa un mese, i contribuenti italiani possessori di immobili si ritroveranno alle prese con i primi pagamenti degli acconti di Imu e Tasi 2015. E come ogni anno è caos per il calcolo, determinato soprattutto dalle aliquote nuove che molti comuni non hanno ancora deliberato. In questi casi si procederà con il calcolo delle imposte sulla base delle aliquote dell’anno scorso. Tante le grandi città che non hanno ancora deliberato le nuove aliquote, infatti, da Torino a Milano, Venezia, Roma, Napoli, Bari, Taranto, Palermo Cagli, Parma, Perugia, Genova, La Spezia, Bergamo, Trieste.

Al momento solo Bologna e Firenze hanno già deciso le nuove aliquote di pagamento 2015. A Bologna l’aliquota Imu resta fissata allo 0,6%, mentre sale per la Tasi 2015, passando dal 3,3 per mille di quest’anno al 4,3 per mille per il 2015; mentre nel capoluogo toscano l’aliquota Imu è al 10,6 per mille mentre l’aliquota Tasi sulle prime case è salita dal 2,5 per mille al 3,3 per mille per le abitazioni principali.

A Milano, invece, l’aliquota Tasi su prime case resta al 2,5 per mille con detrazioni, decise l’anno scorso e che non dovrebbero subire variazioni, da 115 euro a 24 euro stabilite in base al valore della rendita catastale, mentre le aliquote Imu saranno al massimo su seconde case e altri immobili. A Napoli, le aliquote Imu 2014 sono del 10,6 per mille su seconde case e altri immobili, mentre l’aliquota Tasi sulla prima casa è del 3,3 per mille ed è prevista una detrazione annuale di 150 euro per le unità immobiliari con rendita catastale fino a 300 euro; una detrazione annuale di 100 euro per le unità immobiliari con rendita catastale oltre i 300 euro.

Per il calcolo di Imu e Tasi 2015, anche quest’anno si parte dalla rendita catastale, che è riportata sul rogito, si rivaluta del 5% e al risultato si moltiplica il coefficiente del proprio immobile. Alla cifra ottenuta dovranno essere applicate le aliquote, Tasi e Imu stabilite dai propri Comuni di residenza e, nel caso della Tasi, al risultato ottenuto bisognerà sottrarre eventuali esenzioni, se previste per le abitazioni principali.

Anche quest’anno sono esenti dal pagamento Imu le prime abitazioni e i terreni agricoli ma solo quelli che si trovano in Comuni montani in base alla classificazione Istat. Per il resto, si paga su tutti gli altri immobili, seconde case, case in affitto, negozi, uffici, capannoni e, per quanto riguarda la Tasi, sono colpite anche abitazioni principali e relative pertinenze. Pagano l’Imu solo i proprietari, mentre pagano la Tasi sia proprietari che inquilini in una percentuale compresa tra il 10 e il 30% della cifra totale da versare. Per il pagamento, ancora una volta, si potranno utilizzare bollettini postali o modello F24.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il