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Pensioni vecchiaia, donne, anzianità riforma Governo Renzi: novità quota 100, mini pensione, contributivo tra conferme e smentite

Da assegno universale a uscita anticipata con mini pensione e contributivo: quali le ipotesi più fattibili di pensione anticipata. Le ultime notizie




Tra le novità e ultime notizie al vaglio del governo Renzi per modificare l’attuale riforma pensioni sembra che stia prendendo sempre più piede l’ipotesi dell’assegno universale, ma anche dell’uscita anticipata con mini pensione o prestito pensionistico e contributivo. D’altro canto, sembra più difficile l’approvazione di  pensione anticipata con quota 100. Gli orientamenti del governo in questo sono emersi dalle discussioni e dagli annunci degli ultimi giorni. Il ministro del Lavoro Poletti e il presidente dell’Inps boeri hanno infatti annunciato per fine mese la presentazione di una proposta organica che dovrebbe contenere assegno universale e altre proposte per riformare le pensioni.

Anche se resta da capire quale sarà effettivamente la definizione dell’assegno universale: mentre, infatti, Poletti e boeri pensano innanzitutto ad una sua erogazione agli over 55 che perdono il lavoro ma non possono ancora andare in pensione perché ben lontani dal raggiungimento dei requisiti pensionistici necessari, altri sostengono che questo assegno debba valere per tutti i disoccupati, ma si tratta di un’ipotesi non condivisa da tutti coloro che spiegano come esistano già altri ammortizzatori sociali appositamente messi a punto per tutti coloro che restano senza lavoro.

E mentre si attendono notizie certe su questo intervento, comunque condiviso da tutti, Ue compresa, dopo l’ultima iniziativa del Piemonte, sembra riprendere quota la possibilità di uscita anticipata con mini pensione o prestito pensionistico. Il governatore Chiamparino, infatti, ha proposto un anticipo sulla pensione finale agli over 50 cui mancano tre anni per maturare i requisiti pensionistici imposti dall’attuale riforma pensioni. La mini pensione verrebbe erogata grazie alla costituzione di un fondo con le banche e una volta che il lavoratore raggiunge i normali requisiti pensionistici dovrebbe restituire una parte di quanto ricevuto ma non l’intera somma.

Poletti e Boeri sarebbero anche a lavoro per chiudere una volta per tutte la questione del contributivo donna e in tal senso la Lega ha presentato anche una nuova proposta che chiede la proroga al 31 dicembre 2018 dell’opzione che consente la pensione anticipata alle donne lavoratrici. Più difficile, al momento, un’apertura alla quota 100 anche se, come emerso nei giorni scorsi, è il piano più sostenuto dagli italiani, perché permetterebbe davvero una maggiore flessibilità in uscita, dando al lavoratore stesso la possibilità di scegliere l’età di pensionamento, e che con le penalizzazioni previste sarebbe anche vantaggioso per accumulare risparmi e garantire la tenuta dei conti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il