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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: dati economici in crescita non bastano. Necessarie due ulteriore decisioni

Nuovi dati andamento Pil italiano e risultati Qe della Bce positivi per interventi pensioni nel nostro Paese: prossime mosse e come convincere Ue. Le ultime notizie sulla riforma pensioni




Gli ultimi dati Istat riferiti al primo trimestre dell’anno hanno attestato una crescita dello 0,3% rispetto all'ultimo trimestre del 2014: secondo l'Istituto, l’aumento del prodotto interno lordo in questo primo trimestre dell'anno è il più alto da inizio 2011 e rappresenta una novità importante che potrebbe avere influenze sia su piani di uscita anticipata e flessibile, visto che il Pil in costante crescita permetterebbe maggiori aperture dall'Ue a interventi anche flessibili sulle pensioni, sia su altri interventi previdenziali e occupazionali.

Se, infatti, la ripresa dell’Italia dovesse continuare su questa strada crescerebbe la fiducia nei confronti del nostro Paese che avrebbe maggiori margini di intervento. E si tratterebbe di aperture importanti, considerando che si fa sempre più forte la necessità di intervenire con piani flessibili come quota 100 o mini pensioni, o contributivo. L’aumento costante del Pil permetterebbe anche un aumento delle pensioni mensili che altrimenti rischierebbero la svalutazione di quest’anno a causa proprio dell’andamento negativo del Pil.

Insieme al Pil che cresce in Italia, vi è un altro dato economico da tenere in forte considerazione, vale a dire l'operazione di Qe avviata dalla Bce che si sta rivelando particolarmente efficace e che, come ha spiegato il presidente Mario Draghi, continuerà fino a quando sarà necessario, considerando che stabilizza lo spread btp-bund permettendo ulteriori interventi.

Se, dunque, i dati macroeconomici aprono scenari positivi, a questo punto servirebbero due ulteriori mosse da parte del governo per avere appoggio dall'Ue per interventi sulle pensioni, vale a dire avviare il contributivo, approvare il contributo solidarietà, o dare il via agli altri interventi negativi già annunciati dal premier Renzi che permettono di accumulare risparmi per poter permettere in un secondo momento l’uscita anticipata e flessibile per tutti, convincendo l’Ue che si tratterebbe di interventi vantaggiosi sia per i risparmi appunto che per il rilancio dell’occupazione;  e procedere con i tagli della spending review e dei costi che porterebbero ad un ulteriore aumenti dei risparmi.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il