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Pensioni Governo Renzi ultime notizie riforma quota 100, mini pensione, assegno universale, contributivo questa settimana

Potrebbero aprirsi nuovi scenari di intervento sulle pensioni dopo nuovo aumento del Pil: prospettive e novità piani flessibili e assegno universale




Si è chiusa un’altra settimana di discussioni sulla questione pensioni e probabilmente è la prima volta, dopo tanto tempo, che potrebbero aprirsi scenari positivi per l’approvazione di piani di uscita anticipata come quota 100, mini pensione o contributivo, all’indomani delle ultime notizie sul Pil. Secondo gli ultimi dati Istat, infatti, il pil nel primo trimestre del 2015 è tornato a salire e questo potrebbe aprire nuove speranze di modifiche flessibili sulle pensioni, soprattutto da parte dell’Ue che potrebbe approvare maggiore flessibilità.

Se il pil continuasse ad aumentare in maniera costante, sarebbe possibile prevedere interventi flessibili anche nella prossima Legge di Stabilità magari partendo da quegli interventi negativi, tra cui anche il ricalcolo contributivo, che servirebbero per mettere da parte nuovi soldi necessari per ulteriori interventi pensionistici. Ma se la ripresa continuasse, seppur lieve, i piani flessibili sarebbero più probabili soprattutto perché anche autofinanziati: per la loro approvazione, infatti, non servirebbero soldi più perché potrebbero essere finanziati dalle penalizzazioni richieste in ogni caso ai lavoratori che decidono di andare in pensione prima, ma anche dai tagli della spending review.

E ci sono esponenti politici che continuano a sostenere l’uscita a quota 100 come la migliore che effettivamente garantirebbe libertà di uscita anticipata ai lavoratori che potrebbero scegliere a che età lasciare il lavoro. Si parla meno, invece, ultimamente di mini pensione, mentre sembra essersi aperta un’altra questione sull’assegno universale.

Fino a qualche tempo fa sembrava quasi certo dovesse essere solo per determinate persone, cioè coloro che hanno 55-65 anni e perdendo il lavoro ma ancora lontani dai requisiti pensionistici richiesti rischiavano di diventare un nuovo caso sociale. In questi ultimi giorni, invece, si è parlato dell’ipotesi di estenderlo a tutti i disoccupati e gli inoccupati, come si trattasse di un nuovo ammortizzatore sociale. La sua proposta dovrebbe arrivare a giugno ma ad oggi Damiano ritiene si tratti di un indennizzo che potrebbe essere sostituito dall’uscita anticipata a 62 anni e con 35 anni di contributi.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il