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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: come funzionano, requisiti per chi ultime leggi appena presentate per modifiche

Nuove proposte di modifiche dell’attuale riforma pensioni da Pd e Lega: cosa prevedono, per chi valgono e requisiti. Le novità




Nell’attesa che si sappia quali sono le reali intenzioni del governo Renzi su questione previdenziale e modifiche da attuare alla legge pensionistica oggi in vigore, continuano ad arrivare nuove proposte e ddl. In realtà, sono mesi che si susseguono novità e ultime notizie in tal senso, anche se alla fine nulla effettivamente cambia o viene approvato. Al centro delle nuove proposte sempre richieste di pensione anticipata, avanzate dai diversi partiti politici. E nel corso di quest’ultima settimana sono state presentate ancora novità.

Alcuni deputati del Pd, tra cui la Gnecchi, hanno presentato una nuova proposta che chiede reintrodurre, almeno parzialmente, il divieto di cumulo dei trattamenti pensionistici con i redditi da lavoro. Secondo gli onorevoli interroganti, se è vero che l'aumento della disoccupazione giovanile, che continua ad essere molto alta, è dovuta alla crisi economica degli ultimi anni, è anche vero che ad averla causata in parte è stata anche l'abrogazione del divieto di cumulo e dell’effetto dell’allungamento dell’età pensionabile imposto dall’attuale legge pensionistica, e proprio per ovviare a questa situazione, è stato richiesto un nuovo divieto di cumulo di redditi.

I deputati hanno pertanto chiesto la reintroduzione del divieto di cumulo fra redditi da pensione e redditi da lavoro o comunque un’adeguata trattenuta sulla pensione in godimento, portando ad un risparmio per il sistema previdenziale; e una maggiore flessibilità in uscita per favorire il ricambio generazionale.  Altra proposta è stata presentata dalla Lega è quella che chiede la proroga del contributivo donna, per cui si attendono conferme di rinvio al 31 dicembre 2015, fino al 31 dicembre 2018, in modo da favorire ancora un po’ la possibilità di uscita anticipata per le donne lavoratrici.

Sempre la Lega ha inoltre chiesto la possibilità di pensione a 64 anni di età per i dipendenti pubblici che hanno maturato la quota 96 entro il 31 dicembre 2012. Si tratta di una richiesta di estensione di una norma della riforma pensioni in vigore che già prevede l’uscita anticipata per i lavoratori del settore privato a 64 anni, nel caso in cui, entro il 31 dicembre 2012, hanno raggiunto la cosiddetta quota 96, come somma di età anagrafica e contributiva. L’obiettivo è quello di evitare una discriminazione tra dipendenti pubblici e lavoratori del settore privato.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il