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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: uscita anticipata prende sempre più forza dopo decisione Corte

Situazione pensioni sempre più confusa ma possibili novità dopo recente sentenza della Corte: cosa succede e cosa potrebbe cambiare




E’ sempre confusa la discussione sul futuro della riforma pensioni: prima una serie di annunci e proposte, poi continui ddl che vengono presentati dalle diverse forze politiche, soluzioni che sembrano vicine finalmente e poi passi indietro e tutto resta ancora molto nel vago. Gli unici atti concreti che finora sono stati fatti sulle pensioni sono quelli messi a punto dall’Inps. Il presidente Boeri ha infatti avviato la sua operazione trasparenza culminata, per il momento, con l’avvio de ‘La mia pensione’, finalmente attuata dopo 10 anni che se ne parla e che consentirà finalmente ai lavoratori di conoscere il loro futuro pensionistico e quindi quando potranno andare in pensione e quanto percepirebbero.

E se su questo fronte si fanno passi avanti e si attende per giugno la presentazione dell’assegno universale, potrebbe diventare più probabile anche l’approvazione di piani di uscita anticipata dopo la recente sentenza della Corte Costituzionale, che decidendo i risarcimenti per i pensionati che non hanno goduto della rivalutazione pensionistica in questi ultimi anni, pone la giustificazione del ricalcolo contributivo come valida.

Ciò significa che quegli interventi, anche negativi, sostenuti dal presidente Boeri, dal commissario Gutgeld e dallo stesso premier ora hanno una base legislativa per poter prendere il via. Il principio da seguire è quello della Corte che ritiene che la pensione sia uno stipendio differito e che quindi debba essere basato sempre più sul contributivo e sui contributi realmente versati nel corso della propria vita lavorativa. Dando, dunque, il via al ricalcolo contributivo, come nei piani di Boeri, si potrebbe dare il via anche a tutti gli interventi di quota 100, mini pensione, contributivo per garantire l’uscita anticipata a tutti.

Nonostante, tuttavia, una situazione definita e che potrebbe sembrare chiara da seguire, certamente si susseguiranno nuove discussioni e passerà altro tempo perché questa maggiore flessibilità venga effettivamente approvate, senza dimenticare che resta sempre l’ostacolo Ue da superare. Su questo fronte, l’ultimo aumento del pil trimestrale potrebbe rappresentare una buona notizia, perché se la crescita continuasse in maniera costante, anche l’Ue potrebbe aprire ad una maggiore flessibilità.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il