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Pensioni vecchiaia, donne, anzianità riforma Governo Renzi: novità Renzi ufficiali su quota 100, contributivo, mini pensioni

Quali i possibili interventi e le posizioni su piani di uscita anticipata e assegno universale: le novità e ultime notizie su prospettive di modifiche




AGGIORNAMENTO: Quale tra quota 100, mini pensione, cotnributivo, part time, staffetta, assegno universale potrebbe essere davvero incluso nelle nuove leggi che per la prima volta Renzi stesso ha dichiarato allo studio reale del Governo? E per chi? Uomini e donne? Precoci e usuranti? Solo donne? Oltre ai problemi e allo stao dell'arte che abbiamo riepilogato nell'articolo sotto vi rimando a questo articolo appena scritto.

L'Ue continua ad essere chiusa nei confronti di interventi flessibili sulle pensioni ma Cesare Damiano ribadisce che è arrivato il momento di intervenire in maniera concreta e tra le novità e ultime la posizione di una parte del Pd che chiede una totale revisione dell'attuale legge pensionistica. E le proposte di intervento continuano a susseguirsi, come quelle della Lega che chiedono una proroga del contributivo donna fino al 2018 e di pensione a 64 anni per i dipendenti pubblici che al 31 dicembre 2012 hanno maturato quota 96, o la proposta di reintrodurre il divieto di cumulo con i redditi da lavoro per garantire maggiore flessibilità in uscita.

Qualcosa potrebbe iniziare a muoversi per i piani di uscita anticipata come quota 100, mini pensione o contributivo, dopo le ultime notizie sull’aumento del Pil. Secondo gli ultimi dati Istat, infatti, il pil nel primo trimestre del 2015 è tornato a salire e se la ripresa continuasse in maniera costante certamente nuove modifiche potrebbero diventare più reali. C’è ancora la necessità di trovare una sorta di compromesso tra tutti i piani al vaglio, considerando che alcune forze politiche, come Lega, Sel, parte del Pd sostengono l’uscita a quota 100, che per molti sarebbe quella che consentirebbe maggiore flessibilità di uscita dal lavoro; alcuni chiedono la proroga del contributivo, anche fino al 31 dicembre 2018 piuttosto che solo fino alla fine dell’anno; mentre sembra venir meno l’ipotesi della mini pensione.

E un discorso a parte si potrebbe fare per l’assegno universale: tutti sono d’accordo su questa misura, Ue compresa, ma ci sono novità, a partire dal fatto che inizialmente avrebbe dovuto essere destinato solo agli over 55 mentre adesso di pensa di estenderlo a tutti i disoccupati e gli inoccupati. Ed è proprio in virtù di questo che Cesare Damiano ritiene non si tratti di un intervento giusto, visto che esistono già ammortizzatori sociali.

Sarebbe preferibile virare verso l’approvazione di piani di uscita flessibili, in particolare a 62 anni di età con 35 anni di contributi, per risolvere il caso di coloro che rischiano di perdere il lavoro ma non possono andare in pensione.  

E ci sono esponenti politici che continuano a sostenere l’uscita a quota 100 come la migliore che effettivamente garantirebbe libertà di uscita anticipata ai lavoratori che potrebbero scegliere a che età lasciare il lavoro. Si parla meno, invece, ultimamente di mini pensione, mentre sembra essersi aperta un’altra questione sull’assegno universale.

Fino a qualche tempo fa sembrava quasi certo dovesse essere solo per determinate persone, cioè coloro che hanno 55-65 anni e perdendo il lavoro ma ancora lontani dai requisiti pensionistici richiesti rischiavano di diventare un nuovo caso sociale. In questi ultimi giorni, invece, si è parlato dell’ipotesi di estenderlo a tutti i disoccupati e gli inoccupati, come si trattasse di un nuovo ammortizzatore sociale. La sua proposta dovrebbe arrivare a giugno ma ad oggi Damiano ritiene si tratti di un indennizzo che potrebbe essere sostituito dall’uscita anticipata a 62 anni e con 35 anni di contributi.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il