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Pensioni vecchiaia, donne, anzianità riforma Governo Renzi: novità con due mosse ulteriori per sfruttare crescita economica

Le ultime notizie economiche lasciano ben sperare su una revisione incisiva delle regole sulla previdenza. Quali novità sulle pensioni?




Ci sono due segnali positivi che fanno ben sperare su una vera ripresa del dibattito sulla riforma pensioni. Entrambe le novità sono di carattere economico, vero e proprio anello debole della catena del cambiamento. La prima è la ripresa del PIL: lo 0,3% di segno positivo è solo un saldo congiunturale, ma almeno interrompe la lunga seguenza di negatività. La seconda sono i segnali benefici che stanno arrivano dal Quantitative Easing ovvero il programma di acquisto di titoli da parte della Banca Centrale Europea che ha immesso nuova liquidità nel sistema economico. Insomma, si stanno creando le prime condizione per una revisione incisiva delle regole sulla previdenza.

In questo contesto rimane decisivo il taglio della spesa pubblica. Risale al 2007, quando a Palazzo Chigi sedeva Romano Prodi, la storia della spending review sui conti pubblici italiani. Da allora in cinque differenti governi si sono succeduti 15 fra commissari alla spending review, veri e propri e consiglieri economici che sono intervenuti sul tema. Tra i nomi più noti Enrico Bondi, Mario Canzio e Carlo Cottarelli. Quest'ultimo, in particolare, aveva proposto il taglio delle pensioni di invalidità e l'introduzione di un nuovo contributo di solidarietà. Nonostante l'attenzione data all'argomento, la spesa pubblica italiana in tutto questo periodo di tempo è stata addirittura incrementata di 107 milioni di euro.

Tuttavia non si può fare a meno di notare che oltre metà delle famiglie non sente ancora la ripresa: il 56% denuncia una situazione finanziaria insoddisfacente, il 14% non riesce a coprire le spese indispensabili, in più il lavoro resta al centro dei crucci. Ben sei famiglie su 10 temono che un parente possa perdere il posto. I dati emergono da una rilevazione di Confesercenti-Swg, che segnala tuttavia una stabilizzazione generale verso il miglioramento. Per il momento, però, si nota anche una forte polarizzazione sul fronte del reddito mensile, con un 47% dei nuclei familiari che afferma di riuscire appena a coprire le spese, mentre solo il 2% può concedersi dei lussi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il