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Ultime notizie pensioni anticipate riforma uscita prima: età, contributi, requsiti e per chi ipotesi valide dopo Renzi apertura

Novità e ultime notizie di modifiche alla legge pensionistica attuale. Cosa prevede la riforma possibile.




Il Pil torna a salire, l’Ue si apre a nuovi possibili interventi sulla legge pensionistica attuale e per le proposte di uscita anticipata per tutti in discussione in questi mesi probabilmente (e finalmente) si prospetta una strada di approvazione. Del resto, sin dall’avvento del governo Renzi non si è fatto altro che discutere di modifiche flessibili, necessità di rivedere i requisiti imposti dalla riforma oggi in vigore, troppo rigidi soprattutto per determinate categorie di persone, troppi errori da correggere, ma finora nulla di realmente concreto è stato fatto.

Schieramenti politici, sindacati e associazioni si sono sempre fatte avanti con nuove ipotesi, tra piano di uscita a quota 100, proposta da Cesare Damiano che ha diverse volte ribadito anche l’importanza dell’uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni crescenti fino all’8%, mini pensione o prestito pensionistico, staffetta generazionale e part time per favorire il ricambio generazionale a lavoro. Attesa anche la conferma della proroga del contributivo donna, meccanismi cui si sono affiancate le ipotesi di interventi negativi, come tagli a baby pensioni, pensioni di reversibilità, cumulo, guerra che, secondo il premier Renzi e i suoi, da presidente dell’Inps Boeri a commissario Gutgeld, permetterebbero di accumulare risparmi necessari per interventi positivi.

Le novità e ultime notizie, proprio di ieri, confermano un’apertura di Renzi stesso a piani flessibili per le pensioni, probabilmente in arrivo in autunno, probabilmente nella prossima Legge di Stabilità. Ed ecco che le sorprese sulle pensioni che tanti attendevano in vista delle prossime elezioni regionali di fine mese sono arrivate. Una mossa che molti avevano ipotizzato vincente per il governo: puntare infatti sulle pensioni può far riguadagnare al governo quei consensi e quella fiducia che negli ultimi tempi sono andati decisamente calando.

Il premier avrebbe infatti ammesso che  “Le normative del passato sono intervenute in modo troppo rigido sulle pensioni” e un prossimo intervento potrebbe arrivare con la nuova Manovra di ottobre, per una maggiore flessibilità in uscita e “dare un pò più di spazio a chi vuole andare in pensione prima rinunciando a parte dell'assegno”. In pensione prima, dunque, con assegni finali più leggeri. Renzi ha confermato, dunque, una revisione dell’attuale legge pensionistica orientata verso una maggiore flessibilità con un inizio delle discussioni in merito da settembre.

Due le misure al vaglio: un sistema di uscita anticipata dal lavoro con penalizzazioni e possibilità di prorogare il regime sperimentale donna oltre il 2015; o un prestito pensionistico per chi ha perso il posto di lavoro ma non ha ancora maturato i requisiti necessari per andare in pensione, con il conseguente obbligo di restituire quanto percepito di anticipo una volta raggiunta la normale età pensionabile.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il