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Pensioni donne, anzianità, uomini riforma Governo Renzi: ipotesi pensione anticipata dopo aperture Renzi. Per chi, come e quando

Cambiare l'attuale legge pensionistica potrebbe finalmente diventare realtà: nuove aperture e dichiarazioni del premier Renzi. Le novità




Cambiare l'attuale legge pensionistica potrebbe finalmente diventare realtà: le novità e ultime notizie in merito sono decisamente importanti perchè dopo tanto silenzio, che aveva suscitato diverse polemiche, il premier Renzi è intervenuto in materia diretta ed esplicita sul tema, confermando che il governo si metterà a lavoro per concedere maggiore flessibilità in uscita per tutti a settembre con probabili novità in arrivo già in autunno, nella prossima Legge di Stabilità. Si tratta di dichiarazioni decisamente cruciali e che arrivano, poco a sorpresa visto che era previsto, alle soglie delle elezioni di fine mese, strategia che potrebbe far riconquistare al governo quei consensi perduti in questi ultimi mesi.

Il tema delle pensioni, del resto, è particolarmente caro ai cittadini che dall’avvento delle nuove norme nel 2012 non hanno fatto altro che chiedere modifiche e correzioni agli errori contenuti. Renzi apre alla possibilità di uscita anticipata due o tre anni prima rispetto alla soglia dei 66 anni e tre mesi oggi prevista (che dal 2016 aumenterà ancora arrivando a 66 anni e sette mesi) in cambio di pensioni più leggere.

Per introdurre il tema pensioni, Renzi è partito 'raccontando' del caso di una nonna e del nipotino: “Se una donna a 61, 62 o 63 anni vuole andare in pensione due o tre anni prima, rinunciando a 20-30-40 euro, per godersi il nipote anziché dover pagare 600 euro la baby sitter, bisognerà trovare le modalità per cui, sempre con attenzione ai denari, si possa permettere a questa nonna di andarsi a godere il nipotino. Le normative del passato sono intervenute in modo troppo rigido”.

Due le possibilità di intervento: o partire dal piano flessibile di Damiano, cioè permettendo la pensione a 62 anni di età con 35 annidi contributi e penalizzazioni, che crescerebbero in percentuale in base all’età di anticipo con cui si lascia il lavoro, o un anticipo di pensione che dovrebbe essere, però, restituito dal lavoratore una volta maturati i normali requisiti richiesti. L’intenzione c’è ma tutto p ancora da definire nel dettaglio. Senza considerare che si attende ancora la proroga del contributivo donna al 31 dicembre 2015 con possibilità che venga rimandata anche oltre.

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Autore: Gianluca Fiore
pubblicato il