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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi secondo Gutgeld, Poletti, Boeri. Indicazioni interventi fattibili per chi e come

Tutti sempre più d’accordo su interventi di modifica dell’attuale legge pensionistica: interventi previsti e al vaglio e cosa potrebbe davvero cambiare. Le ultime notizie




La riforma pensioni e la necessità di intervenirci con modifiche che rendano meno rigide le norme attuali è un tema dibattuto ormai da tantissimi tempo e i protagonisti indiscussi di questi ultimi mesi sono stati certamente il nuovo presidente dell’Inps, Tito Boeri, il ministro del Lavoro Poletti, quello dell’Economia Padoan, e il nuovo commissario per la spending review Gutgeld. Tutti pronti ad intervenire sulle pensioni, seppur con modifiche differenti, ad eccezione del ministro Padoan, da sempre contrario a modificare l’attuale legge pensionistico, l’unica, secondo lui, capace di garantire sostenibilità finanziaria all’Italia della crisi, l’unica che è capace di garantire risparmi per 80 miliardi di euro fino al prossimo 2021.

E mentre resta ferma la sua posizione, nonostante le ultime aperture dell’Ue, il presidente Boeri ha già annunciato l’intenzione di presentare entro giugno la proposta dell’assegno universale, sostenuto tra l’altro da tutti, ma si è dimostrato aperto anche nei confronti del contributivo donna, e degli interventi negativi che prevedono tagli e revisioni di baby pensioni, pensioni di invalidità, reversibilità, guerra e cumulo, cui si dovrebbe affiancare il ricalcolo contributivo. Interventi decisamente negativi che, però, mirano a risparmiare nuove risorse da reinvestire poi in interventi positivi nelle pensioni stesse, da piani flessibili ad aumenti delle pensioni minime.

La stessa linea di interventi negativi è condivisa dal commissario Gutgeld, punto di partenza per un lavoro di investimento delle risorse ottenute in una logica di redistribuzione più equa delle stesse. Più cauto in merito, invece, il ministro Poletti non del tutto convinto dell’efficacia del ricalcolo contributivo ma che punta invece sui piani flessibili e ha annunciato che al vaglio del governo vi sarebbe uno scivolo di accompagnamento dei lavoratori fino al raggiungimento dei requisiti pensionistici oggi richiesti, un anticipo sulla pensione finale, da restituire normali maturati i requisiti di accesso alla pensione.

Per quanto riguarda il reperimento delle risorse per sostenere questo intervento, si potrebbe pensare ad accogliere la proposta del Pd che ha chiesto la reintroduzione del divieto di cumulo tra i redditi da lavoro e i redditi da pensione. In ogni caso, nei piani di Boeri e Gutgeld c’è innanzitutto la necessità di convincere l’Ue che eventuali interventi flessibili sulle pensioni, pur costando all’inizio, sarebbero solo vantaggiosi nel medio o lungo periodo, sia in termini occupazionali che in termini di risparmi, considerando le penalizzazioni a carico dei lavoratori che decidono di andare in pensione prima e che finirebbero nelle casse dello Stato.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il