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Pensioni vecchiaia, donne, anzianità riforma Governo Renzi: novità per chi, come e quando pensione anticipata dopo apertura Renzi

Il governo è alla ricerca di soluzioni per fare una vera riforma delle pensioni. Quali novità e ultime notizie? La scelta è anche politica.




Verso la riforma pensioni? Stando a novità e ultime notizie, anche il premier Renzi si sarebbe convinto della necessità di rivedere le regole dell'attuale impianto previdenziale. A rasserenare gli animi sono i primi dati di segno positivo sull'economia del Paese e la concessione della clausola di flessibilità sui conti pubblici da parte dell'Unione Europea. La strada seguita dovrebbe essere quella della diminuzione dell'età anagrafica richiesta a uomini e donne per congedarsi dal mondo del lavoro, in cambio di assegni più bassi. Si tratterebbe insomma di quella tanto agognata flessibilità per consentire l'uscita anticipata che, a catena, favorirebbe anche il turn over generazionale.

Attualmente è di 66 anni e tre mesi l'età per il 2014-2015 in cui gli uomini possono ritirarsi dal lavoro e di 63 anni e 9 mesi per le donne. E ancora: 42 anni e 6 mesi sono gli anni di contributi versati che servono agli uomini adesso per ritirarsi dal lavoro e usufruire della pensione di anzianità. Si tratta del risultato della riforma delle pensioni, varata dal governo Monti nel 2011 col decreto salva-Italia che porta il nome dell'allora ministro del Lavoro. Per limitare la spesa previdenziale era stato deciso di allungare l'età pensionabile con scaglioni fino al 2035. Il nodo, come anticipato, è di tipo economico e sarà perciò decisiva, oltre alla ripresa economica, anche il taglio della spesa pubblica.

Un'altra ipotesi di riforma pensioni passano dalla proroga per le sole lavoratrice del sistema di calcolo dell'assegno con il metodo contributivo. Attualmente le lavoratrici che hanno maturato i requisiti anagrafici e contributivi minimi possono esercitare questa opzione entro il 31 dicembre 2015. Ecco poi l'introduzione dello strumento del prestito previdenziale, fortemente caldeggiato da Giuliano Poletti, ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali. Si tratta della concessione di una somma, da restituire in piccole rate magari coinvolgendo le imprese oltre allo Stato, agli over 55 senza occupazione e senza pensione così da consentire loro il congedo definitivo.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il