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Pensioni vecchiaia, donne, anzianità riforma Governo Renzi: novità legge attuale con quota 100, mini pensione, assegno universale

Come verrebbe modificata l’attuale legge pensionistica con i piani di uscita anticipata al vaglio del governo? Novità e cambiamenti tra età e contributi




Dare ai lavoratori la possibilità di andare in pensione prima con una maggiore flessibilità: dopo la definizione di riforme già approvate o che si avviano ad esserlo, da nuova legge elettorale a riforma della Scuola, il governo Renzi si prepara a intervenire, finalmente, in maniera concreta sulle pensioni come lasciano intendere le novità e ultime notizie. O quanto meno questo sarebbe il programma al vaglio e probabili modifiche potrebbero arrivare in autunno con la prossima Manovra Finanziaria. Prima di allora sarà innanzitutto necessario reperire le risorse economiche necessarie per diversi interventi e per evitare scattino le clausole di salvaguardia e poi convincere l’Ue che eventuali modifiche flessibili porterebbero grandi vantaggi sia in termini occupazionali che per mettere da parte ulteriori risparmi.  

E come potrebbero essere modificati i requisiti di accesso alla pensione con i piani di uscita anticipata oggi al vaglio del governo? L’attuale legge pensionistica prevede l’uscita dal lavoro a 66 ani e tre mesi per tutti e 42 anni e sei mesi di contributi agli uomini e 41 anni e sei mesi di contributi alle donne, requisiti che diventerebbero più ‘morbidi’ con mini pensione o prestito pensionistico, che permetterebbe al lavoratore di andare in pensione due o tre anni prima con un anticipo di circa 700 euro sulla pensione finale. Una volta maturati i normali requisiti pensionistici, però, l’anticipo ricevuto dovrà essere restituito attraverso piccole decurtazioni sulla pensione finale.

L’uscita a quota 100, come proposto da Cesare Damiano, invece di raggiungere i 66 anni e tre mesi e 42 anni e sei mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e sei mesi per le donne, permetterebbe di lasciare il lavoro a 60 anni di età e 40 di contributi, 61 anni di età e 39 di contributi, 62 anni di età e 38 di contributi e così via, purchè si raggiunga 100 con la somma di età anagrafica e contributiva.

Alle modifiche sui requisiti pensionistici, si affiancherebbe anche l’assegno universale, che dovrebbe essere presentato al governo entro giugno, per chi perde il lavoro ma non ha ancora i requisiti per andare in pensione, del valore di circa 700 euro. Resta ancora da capire se varrà, come inizialmente detto, solo per gli over 55 o per tutti i disoccupati e gli inoccupati. Intanto, si attende l’approvazione della proroga del contributivo donna al 31 dicembre 2015, per cui la Lega ha chiesto un rinvio fino al 31 dicembre 2018, che permetterebbe alle donne lavoratrici di andare in pensione prima, a 57 anni per le dipendenti e 58 per le autonome, con 35 anni di contributi e accettando la pensione finale calcolata interamente con sistema contributivo, e quindi ridotta rispetto al vantaggioso calcolo retributivo.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il