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Ultime notizie pensioni anticipate riforma: interventi differenti per chi e come ipotizzati da INPS, staff Renzi,partiti,sindacati

Sono sempre in continuo aggiornamento le novità e ultime notizie sull'attuale legge pensionistica e sono diversi i piani e le proposte al vaglio del governo: quali sono e cosa prevedono




Sono sempre in continuo aggiornamento le novità e ultime notizie sull'attuale legge pensionistica e sono diversi i piani e le proposte al vaglio del governo. Gli schieramenti politici e i sindacati continuano a farsi sentire e non mancano le conferme da parte degli autorevoli esponenti del governo come il presidente dell’Inps Boeri o il ministro del Lavoro Poletti. Proprio quest’ultimo, infatti, ha confermano che il governo è a lavoro su nuovi interventi pensionistici che dovrebbero partire dalla definizione di uno scivolo di accompagnamento dei lavoratori fino al raggiungimento dei requisiti pensionistici, in cambio però di una loro uscita anticipata che libererebbero nuovi posti di lavoro per i più giovani.

Si tratta di una novità che affianca la proposta di assegno universale che, d’accordo con il presidente Boeri, dovrebbe essere presentata al massimo entro i primi di giugno. E sono solo le ultime novità che affiancano le proposte di intervento pensionistico che continuano a susseguirsi da mesi, accanto ai piani di uscita anticipata come quota 100, mini pensione o prestito pensionistico, piano flessibile, che modificherebbero i requisiti di uscita dal lavoro rispetto rendendoli più ‘morbidi’ rispetto a quanto oggi richiesto . Tra le ultime notizie, le proposte del Pd che chiedono di reintrodurre il divieto di cumulo di redditi da lavoro e redditi da pensione e piani più flessibili per l’uscita dal lavoro.

Novità anche per quanto riguarda la quota 100 che, secondo lo schema proposto da Cesare Damiano, risulterebbe dalla somma di età anagrafica e contributiva a partire dai 60 anni di età e 40 di contributi, o a 61 anni e 39 di contributi, ecc, ma che l’onorevole della Lega Prataviera ha rimodulato prevedendo il raggiungimento minimo o di 35 anni di contributi o di 58 anni di età. Lo stesso Damiano ha avanzato la nuova proposta di uscita dal lavoro per tutti con 42 anni di contributi senza alcun limite di età anagrafica.

Anche la Lega ha avanzato diverse proposte di modifica alla riforma pensioni attuale, dall’ipotesi di pensione con 35 anni di contributi e di un importo fisso di 800 euro al mese per 14 mensilità, che diventano mille euro con 40 anni di contributi, alla proroga del contributivo donna per altri tre anni, fino al 31 dicembre 2018, i alla possibilità di pensionamento a 64 anni di età per i dipendenti pubblici che hanno maturato quota 96 entro il 31 dicembre 2012, mentre il presidente Boeri rilancia sul ricalcolo contributivo, dopo aver già avviato i primi interventi concreti, gli unici finora in vigore sulle pensioni.

Boeri ha spiegato che il calcolo sarà applicato sulla differenza “tra quello che queste persone ricevono e quello che avrebbero ricevuto con le regole del sistema contributivo, su questa differenza andiamo a introdurre un prelievo ma attenzione, lo facciamo solo a chi ha delle pensioni di un certo importo, da tremila euro in su”. E l’intenzione resta quella di introdurre un prelievo del 20, 30% su questa differenza, quindi sul totale della pensione il contributo sarà al massimo del 10%, ma solo per le pensioni più elevate, dai tremila euro in su e con aliquote progressive”.

Insieme al ricalcolo contributivo, potrebbero essere confermati gli interventi negativi già annunciati dal premier Renzi, che prevedono tagli a baby pensioni, pensioni di reversibilità, guerra, cumulo, invalidità, e che servirebbero ad accumulare nuove risorse che potrebbero essere fondamentali per poi procedere a mettere in atto quegli interventi positivi attesi, tra maggiore flessibilità in uscita e aumenti delle pensioni minime.


Solo attraverso il reperimento di nuovi fondi si potrebbero infatti cambiare le pensioni così come richiesto e pensare a inserirli nella prossima Manovra Finanziaria, sempre che si riesca a convicere l'Ue, come nei propositi del presidente Boeri e del commissario Gutgeld, che intervenire in maniera flessibile sulle pensioni attuali potrebbe portare diversi vantaggi sia in termini di risparmi, sul lungo periodo, derivanti dalle penalizzazioni imposte ai lavoratori che decidono di andare in pensione prima, sia in termini occupazionali, considerando che eventuali prepensionamenti di lavoratori più anziani permetterebbero il conseguente ingresso nel mondo del lavoro dei più giovani, che oggi sono quelli che ingrossano le fila dei disoccupati italiani.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il