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Pensioni anticipate ultime notizie: per chi, come e con quali requisiti quota 100, contributivo, mini pensione, assegno universale

I sistemi al vaglio del governo per andare in pensione prima: quali sono le ipotesi, cosa prevedono e cosa cambierebbe per la legge attuale




Andare in pensione prima con quota 100, mini pensione o prestito pensionistico, sistema contributivo è ciò su cui punta il governo e le novità e ultime notizie non fanno che confermate le intenzioni di esponenti politici pronti a rimettersi a lavoro sull’attuale legge pensionistica per cambiarla. Ma ci si chiede quali potrebbero essere i cambiamenti da aspettarsi e come modificherebbero effettivamente la riforma in vigore. Certamente si tratta di interventi che toccherebbero età e contributi oggi necessari per andare in pensione, rendendoli più accessibili e cercando di arginare quell’irrigidimento cui sono sottoposti i pensionandi oggi.

Si tratterebbe anche di intervenire al fine di favorire una maggiore occupazione giovanile giacchè approvando piani di uscita anticipata per tutti significherebbe anche liberare nuovi posti di lavoro pronti per nuove assunzioni. Quali sono i meccanismi al vaglio e come cambierebbero i requisiti? Partendo dalla proposta avanzata l’anno scorso dal ministro del Lavoro Poletti e da lui stesso ripresa qualche giorno fa della mini pensione o prestito pensionistico, il lavoratore che non riesce a maturare i requisiti attuali avrebbe facoltà di lasciare il lavoro due o tre anni prima con un anticipo sulla pensione finale, che dovrebbe essere di circa 700 euro.

L’anticipo, però, dovrà essere restituito attraverso piccole decurtazioni sull’assegno mensile, quando il lavoratore maturerà i normali requisiti richiesti. Passando invece all’uscita a quota 100, Cesare Damiano ha proposto la possibilità di andare in pensione prima dei 66 anni e cioè a 60 anni di età e 40 di contributi, 61 anni di età e 39 di contributi, 62 anni di età e 38 di contributi e così via, purchè, dunque, la somma di età anagrafica ed età contributiva dia come risultato 100.

E mentre si aspetta la presentazione della proposta di assegno universale per chi, lontano dai requisiti pensionistici necessari per lasciare il lavoro, lo perde, si attende la proroga del contributivo che permetterebbe alle donne lavoratrici di andare ancora in pensione prima, a 57 anni per le dipendenti e 58 per le autonome, con 35 anni di contributi ma accettando una pensione ridotta calcolata con metodo contributivo e non retributivo.

In questo caso, la riduzione della penisone, secondo i calcoli, sarebbe del 25-30% ma permetterebbe l'uscita anticipata dal lavoro. L'attesa della proroga per questo sistema è al 31 dicembre 2015 ma proprio in questi ultimi giorni la Lega ha avanzato una nuova richiesta, vale a dire di far slittare ancora questa possibilità di uscita anticipata per le donne di un altro triennio, vale a dire fino al 31 dicembre 2018.

Non si sanno i tempi di risposta su questa questione ma, tornando all'assegno universale, si sa che dovrebbe essere presentato a giugno in una proposta di ministro Poletti e presidente dell'Inps Boeri che ne definirà le caratteristiche puntuali. Si sa al momento che potrebbe avere un valore sui 700 euro circa ma manca la conferma che verrà erogato solo a coloro che hanno sui 55-65 anni. Ultimamente, infatti, è stato ipotizzato di estenderlo a tutti i disoccupati e gli inoccupati anche se si tratta di un'idea che n on piace a molti. Ci sono infatti coloro che sostengono che si tratteberre di uno spreco,considerando l'esistenza di altri ammortizzatori sociali per i disoccupati e che al posto dell'assegno universale propongono piani di prepensionamento per gli over 55.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il