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Pensioni vecchiaia, donne, anzianità riforma Governo Renzi: novità per chi, requisiti quota 100, mini pensione, assegno universale

Come andare in pensione prima con novità governo Renzi: i piani definiti con penalizzazioni e cosa prevedono. Modifiche attese




Si discute da tempo di riforma pensioni e necessità di interventi e le novità e ultime notizie degli ultimi giorni confermano la volontà del governo di voler modificare l'attuale legge pensionistica senza, però, stravolgere completamente il suo impianto, come del resto aveva sempre detto il premier Renzi. Dal momento della sua nomina, infatti, Renzi ha sempre espresso l'intenzione di apportare modifiche alle pensioni attuali ma di lasciare in piedi l'impianto dell'unica legge, come spesso ribadito dal ministro dell'Economia Padoan, capace di garantire sostenibilità economica al Paese, nonostante errori e problemi degli ultimi tempi.

E come intervenire sulle pensioni senza intaccare le norme attuali? Semplicemente con modifiche che possano rendere i requisiti attualmente richiesti più flessibili e, soprattutto, in maniera volontaria. I lavoratori cioè possono scegliere se maturare i requisiti richiesti attualmente o andare in pensione prima ma sempre a fronte di penalizzazioni. E tra i piani al vaglio del governo ormai da oltre un anno ci sono uscita a quota 100, pensione anticipata a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni fino ad un massimo dell'8%, mini pensione o prestito pensionistico.

Con il prestito pensionistico, il lavoratore potrebbe andare in pensione due o tre anni prima rispetto all’attuale soglia dei 66 anni, ricevendo un anticipo sulla pensione finale, da restituire attraverso piccole trattenute sulla pensione mensile, quando maturerà i requisiti oggi richiesti.

Con l’uscita a quota 100, invece, si potrebbe andare in pensione prima dei 66 anni e cioè a 60 anni di età e 40 di contributi, 61 anni di età e 39 di contributi, 62 anni di età e 38 di contributi e così via, purchè  età anagrafica ed età contributiva diano come risultato 100. Attesa, poi, la proroga del contributivo che permetterebbe alle lavoratrici di lasciare il lavoro a 57 anni per le dipendenti e 58 per le autonome, con 35 anni di contributi, e una pensione ridotta calcolata unicamente con metodo contributivo.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il