Fiat: nuove assunzioni e accordo sulla mobilità. E' definitvamente finita la crisi?

Mobilità per 2.000 dipendenti della Fiat. L'accordo tra il Governo, l'azienda e i sindacati dei metalmeccanici è stato firmato a palazzo Chigi alla presenza del ministro del Lavoro Cesare Damiano



Il governo, la Fiat e i sindacati dei metalmeccanici hanno raggiunto un accordo sulla mobilità nel gruppo Fiat. Il verbale di intesa firmato a palazzo Chigi alla presenza del ministro del Lavoro, Cesare Damiano, recepisce le richieste del gruppo e dei sindacati facendo riferimento "alla misura indicata" nell'accordo raggiunto tra Fiat e sindacati il 18 dicembre scorso che prevedeva l'uscita in mobilità lunga verso la pensione di 2.000 lavoratori.

L'amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, ha però voluto ricordare che nel 2006 la casa torinese ha anche proceduto a 4 mila nuove assunzioni, specificando che si tratta di 2.800 contratti a tempo determinato, di 1.200 contratti a tempo indeterminato e di 1.100 passaggi di contratto da determinano a indeterminato.

Lo stesso Marchionne, nell'incontro con il governo, si è poi spinto in previsioni ottimistiche sul futuro facendo sapere che nel 2010 il fatturato di Fiat rappresenterà il 2% del Pil nazionale. L'ad ha commentato positivamente l'esito del faccia a faccia con l'esecutivo. "Oggi è stata una buona giornata", ha detto, in cui "si è chiusa una partita iniziata anni fa, una fase importante, l'ultima del risanamento incominciato due anni fa". Una giornata in cui "abbiamo rappresentato al governo la fase di risanamento della Fiat e soprattutto abbiamo potuto illustrare al governo l'impatto previsto del piano industriale su occupazione e investimenti in ricerca e sviluppo".

Anche l'esecutivo ha espresso soddisfazione. "Crediamo di poter dire al Paese che è definitivamente superata la situazione di crisi della Fiat degli anni scorsi - ha commentato il ministro del Lavoro, il ds Cesare Damiano -. Questa è la premessa per lo sviluppo dell'occupazione e della tutela occupazionale". Damiano ha anche annunciato l'apertura di un tavolo di confronto sul futuro dello stabilimento Fiat di Termini Imerese.

Tema, questo, che sta a cuore anche al segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, secondo cui l'impianto siciliano "allo stato è sottoutilizzato e sarebbe un fallimento chiudere Termini Imprese ora che la Fiat è in ripresa". Per Epifani, La Fiat si conferma "il simbolo economico del paese. Il piano presentato da Marchionne è giustamente ambizioso e rappresenta una sfida importante da qui al 2010". L'azienda sembrava "sull'orlo del fallimento, ora invece si è ripresa e questo dimostra che si può uscire dalla crisi". Non c'è dunque alternativa al potenziamento delle infrastrutture in Sicilia e alla mobilità lunga ma "soddisfatte queste due richieste - avverte il segretario generale della Cgil - Fiat non potrà più chiedere nulla allo Stato. Dovrà camminare con le proprie gambe".

Dall'incontro di Palazzo Chigi trapelano anche alcune indicazioni sull'attività della casa automobilistica. Ad esempio, il fatto che la nuova 500 verrà presentata a Torino il prossimo 4 luglio e non a settembre come invece era stato ipotizzato. Il piano ipotizzato dai vertici del Lingotto prevede che nel 2007 siano effettuate 58 mila consegne, che dovranno salire a 120mila nel 2008. Marchionne, nel corso dell'incontro, ha presentato alcune slides illustrando l'andamento del gruppo e ha annunciato che dal giorno del suo lancio ufficiale gli ordini per la nuova Fiat Bravo hanno già raggiunto quota 8 mila.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il