Pensioni ultime notizie Governo Renzi riforma: effetti e impatti negativi della legge attuale per tutti

I traumi sociali provocati dall'attuale legge sulle pensioni sono davanti agli occhi di tutti. Occorre una riforma in tempi brevi.

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Se riforma pensioni ci deve essere, dovrà essere profonda e incisiva. Non serve andare a caccia di novità e ultime notizie per capire come l'attuale legge sulla previdenza italiana abbia provocato un disastro sociale. Certo, le casse dello Stato hanno rifiatato per via degli ingenti risparmi di spesa pubblica, ma il prezzo fin qui pagato è stato molto alto. E il conto è destinato a salire se non si mette mano con urgenza al comparto. Le proposte per garantire maggiore flessibilità ovvero favorire il ricambio generazionale tra giovani e anziani, con i primi in cerca di occupazione e i secondi intenzionati a ritirarsi a vita privata, sono tante, ma finora non sono state tenute in considerazione.

Ma qual sono i problemi provocati dall'attuale impianto normativo? La prima stortura che balza agli occhi è quella degli esodati, quella categoria di lavorati sospesi nel limbo, privi cioè di redditi da lavoro e da pensione. Ecco poi che chi il lavoro ce l'ha, è rimasto inchiodato sulla sedia, anche contro i propri desideri di vita, con la conseguenze di rendere ancora più difficile per i giovani trovare un'occupazione. Non solo, ma con l'aumento dell'età media è necessariamente calata la capacità innovativa delle aziende, forse anche la produzione, ma in compenso è rimasto alto il costo del lavoro. Dettaglio non di poco conto, ha creato un clima di sfiducia generale tra i giovani sul proprio futuro previdenziale.

Come spiegato sul Manifesto da Felice Roberto Pizzuti, "la gran parte della popolazione, a prescindere dall'età, ha subito la visione perversa di cui era intrisa la complessiva Agenda Monti secondo cui, ad esempio, riducendo il costo del lavoro e alzando l'età di pensionamento, sarebbe aumentata la popolazione attiva, l'offerta di lavoro, l'occupazione e la crescita del reddito". Ma i numeri di qualunque rapporto dimostrano invece come la realtà sia ben differente.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il