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Pensioni vecchiaia, donne, anzianità riforma Governo Renzi: novità problemi da superare per quota 100, contributivo, mini pensione

Sono tante le difficoltà che si pongono nel percorso di riforma delle pensioni in Italia, a partire da quelle economiche. Novità e ultime notizie.




Non sarà semplice riuscire a concretizzare in tempi brevi la riforma pensioni. Occorrerà sempre fare i conti con le resistenze dell'Unione Europea, custode degli equilibri economici e dunque poco propensa a dare il via libera a cambiare un impianto previdenziale che assicura grandi risparmi per i conti pubblici. Non è un caso che il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan abbia sempre frenato rispetto a questa ipotesi. In questo contesto si inseriscono i tagli alla spesa nell'ambito della spending review. In qualche modo saranno coinvolte anche le pensioni, soprattutto quelle di invalidità, su cui si sono da tempo concentrate le attenzioni del nuovo commissario Yoram Gutgeld.

A testimonianza di queste difficoltà economiche ci sono i nuovi dati sugli squilibri sociali certificati dall'Ocse, secondo cui l'1% della popolazione italiana detiene il 14,3% della ricchezza nazionale netta. Più in generale, allargando lo sguardo, il 20% più ricco possiede il 61,6% della ricchezza e un altro 20% il 20,9% dei beni restanti. In pratica, la maggioranza della popolazione ha poco o nulla e si deve accontentare del restante 17,4%. I dati dell'Ocse non prendono in considerazione le differenze tra Nord e Sud che invece l'Istat, l’altro ieri, ha fotografato in ulteriore ampliamento.

L'Ocse, invece, punta l’attenzione - e con una certa preoccupazione - sulle differenze all'interno del mondo del lavoro: se si fissa a 100 il guadagno medio dei lavoratori con posto fisso, quello degli atipici si ferma a 57 e addirittura a 33 per chi ha un contratto a tempo e part time. Da qui le ipotesi di riforma pensioni anche per favorire il ricambio generazione. Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro alla Camera dei deputati, propone di aprire le porte della pensione a 62 anni di età con 35 anni di contributi versati. Si ragiona poi sull'introduzione di quota 100 come somma di età anagrafica e anni di contribuzione e il calcolo dell'assegno per tutti i lavoratori in attività con il metodo contributivo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il