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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: effetti positivi per economia con quota 100, contributivo, mini pensione

Da una vera riforma pensioni ne trarrebbe beneficio l'intera economia italiana. Novità e ultime notizie alla luce delle ultime rilevazioni.




Sono tanti i motivi per cui occorre procedere subito e in tempi rapidi alla riforma pensioni. A trarne beneficio non sarebbe solo la classe di chi attendere di accedere al trattamento previdenziale, ma l'intera economia italiana. Sono infatti tante le questioni in attesa di risposta definitiva che solo una rivisitazione completa del comporto è in grado di assicurare. Si va da quella degli esodati al turn over generazionale, dalla riduzione del costo del lavoro alla crescita della capacità innovativa del paese, dall'equità di trattamento tra diverse categorie di pensionati alla riduzione della produttività che fa leva anche a chi, troppo avanti con l'età, vorrebbe congedarsi dal lavoro.

Ecco allora che tutte le proposte fin qui avanzate vanno nella stessa direzione: garantire maggiore flessibilità per favorire il ricambio generazionale. Alcune delle ipotesi di riforma pensioni passano dall'applicazione di quota 100 come somma dell'età anagrafica e degli anni contributivi da raggiungere prima di potersi ritirare; dall'introduzione del prestito previdenziale per consentire il ritiro dal mondo lavoro degli over 55 disoccupati; dall'estensione a tutti gli uomini del calcolo dell'assegno previdenziale con il metodo contributivo; dall'uscita a 62 anni di età e 35 anni di contributi secondo una tabella ragionata di incentivi e penalizzazioni sull'importo dell'assegno, così come immaginato da Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro alla Camera dei deputati.

Nel frattempo l'Italia deve fare i conti con un'economia che non cresce, con il taglio alla spesa pubblica che, almeno in parte, coinvolgerà anche la spesa previdenziale, con la crisi greca e la necessità di mettere mano alle casse dello stato per rimborsare parte dei pensionati privati dell'indicizzazione degli assegni. Come spiegato al quotidiano la Repubblica da Pier Carlo Padoan, ministro dell'Economia, "abbiamo provveduto a tamponare la falla, e gli arretrati da corrispondere ci costano 2,2 miliardi. Poi gradualmente a regime l'intervento sui trattamenti di medio livello ci costerà 500 milioni l'anno, a partire dal 2016. Ma questa vicenda ha un aspetto che mi lascia perplesso e di cui, per così dire, prendo atto".

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il