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Pensioni anticipata ultime notizie riforma: necessario superare ancora diversi ostacoli per realizzare modifiche proposte

Nel percorso della riforma pensioni Renzi sono indispensabile la crescita economica e il via libera dell'Unione Europea.




Ci sarà una vera riforma pensioni in Italia? Secondo novità e ultime notizie, il cambiamento del sistema previdenziale sarà possibile e a quali condizioni? Sì, perché ci sono almeno due variabili da tenere in considerazione. La prima è legata alle disponibilità economiche del Paese. Solo con una crescita della produzione e un significativo taglio della spesa pubblica, le modifiche all'attuale impianto normativo potranno essere profonde e incisive. I primi segnali sono incoraggianti: il PIL nel primo trimestre di quest'anno ha fatto segnare il segno positivo rapportando ai primi 3 mesi dello scorso anno. Si tratta solo di un dato congiunturale, ma almeno ha interrotto la lunga serie di segni negativi.

La seconda variabile è rappresentata dall'Unione Europea. Nonostante la concessione della clausola di flessibilità sui conti pubblici, Bruxelles guarda sempre con riserva una possibile riforma delle pensioni in Italia. Tuttavia, come ha fatto presente Pier Carlo Padoan, nostro ministro dell'Economia che ha lavorato all'Ocse e all'Fmi, "Commissione e Fmi per la prima volta dopo molti anni sono concordi nel promuovere le misure di risanamento e le riforme del governo italiano". Insomma, si tratta di un altro segnale da accogliere positivamente.

In questo contesto di incertezze e di speding review, i vitalizi dei parlamentari sono finiti nel mirino entrando nel blocco delle rivalutazioni previsto per le pensioni più alte. La norma è contenuta nel decreto legge approvato lunedì scorso in Consiglio dei ministri. Se una persona ha sia una pensione che un vitalizio e la somma dei due assegni supera i 3.000 euro lordi al mese, lo stop alla rivalutazione riguarderà sia l'assegno dell'Inps sia quello del parlamento. Questo perché le nuove regole, che eliminano la rivalutazione al di sopra dei 3.000 euro lordi, si riferiscono a ogni singolo beneficiario in funzione dell'importo complessivo di tutti i trattamenti pensionistici.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il