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Pensioni donne, anzianità, uomini riforma Governo Renzi: novità decisioni ulteriore da prendere per quota 100, mini pensioni

Ci sono alcuni passaggi preliminari alla riforma pensioni, come la ripresa economica del Paese e la necessità di ridurre la spesa in previdenza.




Non è una novità che la riforma pensioni sia legata alla ripresa economica del Paese. Certo, come riferiscono le ultime notizie sui disagi sociali vissuti da sacche sempre più grandi di cittadini, i criteri ispiratori del cambiamenti dovrebbero essere anche altri, ma in un contesto di crisi come questo, ogni scostamento incide su stabilità ed equilibri. Quell'aumento dello 0,3% rispetto all'ultimo trimestre del 2014 registrato tra gennaio e marzo non può che essere salutato con favore. Nella pratica non ha alcun effetto né immediato né futuro, ma si tratta comunque di un segnale incoraggiante in vista della riforma pensioni.

I cambiamenti potrebbero passare anche da alcuni aggiustamenti tecnici come il calcolo integrale dell'assegno con il metodo contributivo per anticipare la pensione. L'apertura è arrivata dallo stesso ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti: "È una delle cento idee, stiamo verificando l'impatto sui conti". Provando a fare un po' di chiarezza il sistema retributivo si applica alle anzianità contributive maturate fino al 31 dicembre 2011 dai lavoratori con almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995. Secondo questo sistema, la pensione è rapportata alla media delle retribuzioni degli ultimi anni lavorativi. Per questa ragione il totale della pensione erogata all'ex lavoratore è molto più alto dei contributi effettivamente versati.

Il sistema contributivo si applica agli assunti dal primo gennaio 1996, e nel calcolo dell'assegno si tiene conto dei contributi effettivamente versati attraverso un coefficiente di trasformazione che sale all'aumentare dell'età di pensionamento. Il sistema misto si applica invece a chi il 31 dicembre 1995 aveva meno di 18 anni di contributi e, a decorrere dal primo gennaio 2012, anche ai lavoratori con anzianità contributiva pari o superiore a 18 anni. In questo caso il calcolo avviene in parte con il metodo retributivo, in parte con il contributivo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il