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Pensioni anticipate ultime notizie riforma: mosse ulteriori da decidere per realizzare quota 100, assegno universale,mini pensione

Sono diverse le strade percorribili per la riforma pensioni, ma è indispensabile la ripresa economica. Quali novità e ultime notizie?




Il governo è alle prese con la riforma pensioni. Non siamo ancora alla fase della concretizzazione della proposta definitiva: come riferiscono novità e ultime notizie, dovrebbe essere la legge di stabilità a settembre a raccogliere la proposta finale. Per ora occorre cercare di rimettere in moto l'economia, partendo da quell'incoraggiante +0,3% di crescita del PIL nei primi 3 mesi dell'anno rispetto a quello registrato lo scorso anno nello stesso periodo. D'altronde, l'Italia deve gestire 187 miliardi di euro di spesa annuale in pensioni. Su questa cifra il sistema retributivo pesa per 46 miliardi di euro. La spesa dovuta alle pensioni pubbliche è invece pari a 90 miliardi di euro, ma non si può distinguere fra i sistemi contributivo e retributivo.

Il possibile pensionamento anticipato in cambio di un assegno ridotto è allo studio del governo. Le idee non sono ancora chiare. Secondo il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, l'ipotesi più accreditata è quella di calcolare tutta la pensione con il metodo contributivo per consentire l'uscita anticipata rispetto all'età di vecchiaia. Il presidente della Commissione Lavoro del Senato Maurizio Sacconi ha presentato un disegno di legge delega che ipotizza la possibilità di pensionamento anticipato sulla base di due requisiti minimi: 62 anni di età e 35 anni di contributi, con una penalizzazione annua del 2% fino a un massimo dell'8%.

A proposito di numeri dai quali non si può prescindere e strettamente legati alla riforma pensioni, è del 43% la disoccupazione giovanile registrata a marzo, il livello più alto da agosto. Più di preciso è arrivato al 43,1% contro il 42,8% del mese precedente. Solo in Grecia, Spagna e Croazia è più alta rispetto all'Italia. Ed è al 13% invece il tasso di disoccupazione generale. In questo contesto, è del 71,5% l'ammontare dell'assegno di quiescenza in proporzione all'ultimo stipendio netto per un giovane che andrà in pensione nel 2050 a 67 anni con 37 anni di contributi. Il calcolo è della Ragioneria generale dello Stato che ha analizzato anche altre tipologie di lavoratori.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il