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Pensioni Governo Renzi ultime notizie riforma della settimana importanti e numerose

E’ stata un’altra settimana importante per la riforma pensioni, per iniziare a capire quali potrebbero essere le novità da approvare. La situazione




E’ stata un’altra settimana importante per la riforma pensioni, per iniziare a capire quali potrebbero essere le novità da approvare e in quali tempi, importante soprattutto per le aperture del mondo politico alla possibilità di abbassare l’età pensionabile per tutti, piano di cui si parlava da tanti mesi, anzi oltre un anno. E la domanda fondamentale che a questo punto in molti si pongono: per chi ci sarà? In che modo sarà fatta? Con quali requisiti di età e contributi? Sono tante infatti le proposte e le leggi depositate in Parlamento dalle diverse forze politiche ed anche sindacati e Inps hanno fatto sentire la propria voce. Da minoranza Pd ad altri esponenti dello schieramento, a Sel, Lega, M5S, tutti hanno presentato modifiche all’attuale legge pensionistica.

Protagonisti della discussione sulle pensioni anche i sindacati che oltre a piani di uscita prima chiedono anche un aumento delle pensioni minime, e Landini della Fiom, in particolare, ha spesso chiesto un ripristino delle pensioni di anzianità soprattutto per i lavoratori usuranti, e l’Inps che tramite il presidente Boeri ha illustrato un possibile piano di interventi pensionistici, dall’assegno universale per gli over 55, ad un’uscita prima per tutti, al ricalcolo contributivo, a modifiche delle ricongiunzioni onerose, tutte proposte che, come precisato da Boeri stesso, sono compatibili con i vincoli di bilancio nel medio-lungo termine.

Il presidente dell’Inps, d’accordo con il ministro del Lavoro Poletti, ha confermato che a giugno sarà presentata una proposta completa. Attenzione particolare puntata su ricalcolo contributivo, che dovrebbe colpire essenzialmente le pensioni più elevate, dai 3mila euro in su. Ma sulla possibilità di abbassare le pensioni più alte per favorire l’equità la leader della Cgil, Susanna Camusso, ha detto “Abbassare le pensioni più alte per favorire l’equità? Non può essere un provvedimento retroattivo. Sarebbe un principio arbitrario”. Ma attenzione puntata anche sul contributivo donna, per cui si attende la proroga ufficiale alla fine del 2015 ma che la Lega ha chiesto di prorogare ulteriormente di un triennio, rinviandola al 31 dicembre 2018. A confermare questi piani lo stesso premier Renzi ribadendo la volontà del governo di intervenire con piani di uscita a quota 100 o con mini pensioni.

E dalla parte del prestito pensionistico anche il ministro del Lavoro Poletti che ha dichiarato di essere a lavoro per la definizione di uno scivolo di accompagnamento alla pensione di coloro che hanno perso il lavoro ma anche su un sistema di staffetta generazionale che possa consentire quel turn over lavorativo capace di rilanciare l’occupazione giovanile. Anche il Senatore Franco Panizza, Segretario politico del P.A.T.T., ha chiesto di promuovere il ricambio generazionale nel settore pubblico e privato attraverso il part-time.

Sono solo alcune delle modifiche che andrebbero ad affiancarsi ai noti piani allo studio che servono per abbassare l’età pensionabile di tutti i lavoratori. E stiamo parlando di uscita a quota 100, pensione a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni fino ad un massimo dell'8%, mini pensione o prestito pensionistico.

Con il prestito pensionistico, il lavoratore potrebbe andare in pensione due o tre anni prima rispetto all’attuale soglia dei 66 anni, ricevendo un anticipo sulla pensione finale, da restituire attraverso piccole trattenute sulla pensione mensile, quando maturerà i requisiti oggi richiesti. Con l’uscita a quota 100, invece, si potrebbe andare in pensione prima dei 66 anni e cioè a 60 anni di età e 40 di contributi, 61 anni di età e 39 di contributi, 62 anni di età e 38 di contributi e così via, purchè  età anagrafica ed età contributiva diano come risultato 100. Attesa, poi, la proroga del contributivo che permetterebbe alle lavoratrici di lasciare il lavoro a 57 anni per le dipendenti e 58 per le autonome, con 35 anni di contributi, e una pensione ridotta calcolata unicamente con metodo contributivo.

Quel che è certo è che serviranno gli interventi negativi necessari per recuperare nuove risorse, come hanno spiegato commissario Gutgeld e premier Renzi, anche per convincere l'Ue e per garantire una maggiore equità intergenerazionale. Si tratta degli stessi interventi negativi che servirebbero a superare non solo l’ostacolo Ue ma anche le contrarietà del Mef a interventi pensionistici. Ognuna delle novità pensioni previste rappresenterebbero un primo tassello di un piano più grande di interventi da parte di Renzi che aveva dichiarato mesi fa di voler partire con un decreto previdenza per i più poveri, ma i fondi sono stati destinati poi ad interventi ritenuti prioritari rispetto alle pensioni, per poi arrivare ad una vera e propria una riforma della previdenza totale sia su ammortizzatori che su detrazioni e agevolazioni per famiglie.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il