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Pensioni donne, vecchiaia, anzianità riforma Governo Renzi: novità dichiarazioni Brambilla, Morando, Cioffi, Poletti,Boeri,Damiano

Premier Renzi, ministro Poletti, presidente Inps Boeri e altri esponenti politici ancora impegnati sul fronte pensioni: novità e ultime notizie




Trascorrono le settimane ma si continua sempre a discutere di riforma pensioni e delle modifiche necessarie per cambiare i rigidi requisiti oggi richiesti e quelle norme che hanno fortemente penalizzato tanti lavoratori in questi ultimi anni. E per mettere a punto piani di intervento che riescano a soddisfare e rispondere alle esigenze di tutti, continuano a susseguirsi dichiarazioni e proposte di modifica. Tra le novità e le ultime notizie, la proposta avanzata da Alberto Brambilla, docente all'Università Cattolica di Milano, che ritiene sia innanzitutto prioritario intervenire sull’attuale legge pensionistica con tagli alle pensioni più elevate che servirebbero a ricavare nuovi fondi per sostenere il rilancio dell’occupazione giovanile, senza pesare sui conti pubblici tanto cari e osservati dall’Ue.

A far cadere i facili entusiasmi, il viceministro all’Economia Morando che durante un incontro con il leader del Carroccio, Matteo Salvini, ha ribadito che non ci sono interventi pensionistici allo studio del governo, confermando ancora la contrarietà dei tecnici del Tesoro a qualsiasi cambiamento previdenziale. Posizione completamente diversa quella dei dirigenti Inps che, sostenendo i piani proposti dal presidente Boeri, rilanciano, come il direttore Cioffi, sulla necessità di interventi volti a mettere da parte nuovi risparmi necessari per completare i cambiamenti alle pensioni di cui da tanto si parla. Solo con maggiori risorse disponibili si avrà infatti la possibilità di soddisfare richieste ed esigente di tutti.

Due invece le proposte di lavoro su cui ha dichiarato di lavorare il ministro Poletti, smentendo di fatto le dichiarazioni del viceministro Morando, vale a dire piani di sostegno alla staffetta generazionale e al part time, per favorire il turn over lavorativo e aiutare i più giovani ad entrare nel mondo occupazionale, e uno scivolo, sotto forma di anticipo pensionistico, che accompagnerebbe il lavoratore fino alla maturazione dei requisiti pensionistici necessari per lasciare il lavoro. Anticipo che, una volta maturati i requisiti richiesti, dovrebbe essere restituito dal lavoratore stesso sotto forma di piccole trattenute mensili sull’assegno finale.

Possibilità di andare in pensione prima con penalizzazioni è invece il piano su cui da tempo rilancia Cesare Damiano, appoggiando le aperture di questi ultimi giorni del premier Renzi che, dopo tanto silenzio, finalmente è tornato a parlare di riforma pensioni, anticipando possibili novità per il prossimo autunno, probabilmente, dunque, nella prossima Manovra Finanziaria. Sempre condizioni economiche permettendo. E i piani privilegiati, come lasciato intendere dal premier stesso, sarebbero quelli di uscita con quota 100 o legata al sistema contributivo. Ma certi sembrano essere anche quegli interventi negativi di tagli annunciati necessari, come da tanti ribadito, per reperire nuove risorse economiche.

A queste posizioni, si affianca poi il piano di interventi anticipato dal presidente dell’Inps Boeri: non solo, dunque, operazione trasparenza e l’essere riuscito, finalmente dopo 10 anni di discussioni, a dare il via ufficiale a ‘La mia pensione’ per simulare il futuro pensionistico di ogni contribuente, ma anche assegno universale per chi ha 55-65 anni, ricalcolo contributivo per chi percepisce pensioni oltre i 3mila euro in parte calcolate con vecchio sistema retributivo, e abbassamento dell’età pensionabile per tutti.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il