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Pensioni donne, anzianità, uomini riforma Governo Renzi: novità graduali in tre fasi separate. Quando, come e per chi

Le tra fasi di lavoro e interventi del governo Renzi per modifiche all’attuale riforma pensioni: quali sono, cosa prevedono e quali cambiamenti all’orizzonte




Piani di intervento graduale e a fasi per modificare in maniera complessiva e senza problemi l’attuale riforma pensioni: tra le novità e ultime notizie del governo Renzi un’apertura sempre più ferma a modifiche pensionistiche concrete che potrebbero essere realizzate in tre fasi, dall’estate all’autunno prossimo.  Entro l’estate, infatti, oltre che ad assistere alla proposta dell’assegno universale, che verrà messa a punto da presidente dell’Inps Boeri insieme al ministro del Lavoro Poletti, dopo i primi due decreti attuativi della nuova riforma del Lavoro, su nuovi ammortizzatori sociali e nuovo contratto unico a tutele crescenti, attesi terzo e quarto decreto.

Tra le misura previste, la tutela della maternità e per la conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro, l’estensione graduale dell'indennità di maternità a tutte le lavoratrici dagli attuali 8 anni di vita del bambino a 12, e possibili (si spera) novità lavoro collegate alla pensione, come meccanismi di part time e turn over lavorato rivo che oltre a collocare prima a riposo i lavoratori più anziani, permetterebbero il rilancio dell’occupazione attraverso le assunzioni dei nuovi giovani. Sembra invece che slitterà dall’estate il tanto atteso decreto previdenza, in favore di una definizione delle misure da inserire nella prossima Manovra Finanziaria che sarà presentata sempre in autunno.

E’ probabile che la Manovra Finanziaria sia solo l'inizio di possibili modifiche, anche se ancora non è chiaro di che genere saranno, se profonde o solo interventi minimi, per poi proseguire con quegli interventi profondi che dovrebbero coinvolgere la riforma pensioni attuale a 360 gradi nel suo processo di cambiamento. Renzi e il suo staff pensano infatti a modifiche volte non solo a concedere ai lavoratori la possibilità di andare in pensione prima, ma anche di rivedere gestione e costi previdenziali e assistenziali, che prevedono taglio di detrazioni e agevolazioni, nonché correzioni ai casi sociali nati da errori di formulazione dell’attuale legge pensionistica.

Parte di queste misure, insieme al ricalcolo contributivo da applicare sulle pensioni più elevate, potrebbero arrivare con il decreto previdenza che, probabilmente nel 2016, sarà presentato con ulteriori e definitivi cambiamenti pensionistici.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il