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Pensioni anticipate ultime notizie da dirigenti INPS pronti e decisi nel cambiare legge attuale. Per chi, quando e come

Presidente dell’Inps Boeri e dirigenti dell’Istituto tutti d’accordo su modifiche riforma pensioni: le novit e ultime notizie e possibili strade da seguire




Non solo partiti politici e forze sociali si dicono concordi su interventi per modificare l’attuale legge pensionistica ma sostengono ogni tipo di cambiamento anche presidente dell’Inps Boeri e colleghi dirigenti. Anzi, diciamo pure che finora le uniche novità concrete sulla riforma pensioni sono state realizzate proprio dall’Inps per mano di un Tito Boeri considerato ad oggi una delle personalità di cui forse ci si può fidare di più, visto che ogni piano anticipato è stato poi messo in atto, dal via all’operazione trasparenza, al debutto (dopo ben 10 anni di tira e molla) del sistema ‘La mia pensione’, che consente di conoscere il proprio futuro pensionistico attraverso pochi click online, all’assegno universale, di cui si attende la presentazione a giugno.

Se questa misura sembra ormai certa, sostenuta da tutti, Ue compresa, anche se per molti potrebbe essere rimandato nel prossimo decreto previdenza, c’è attesa per vedere come e quando saranno invece messi in pratica gli altri interventi Inps sulle pensioni annunciati, da ricalcolo contributivo, a revisione delle ricongiunzioni onerose, ai piani di uscita anticipata per tutti con pensioni finali più leggere, però.

A sostenere Boeri e i suoi cambiamenti anche il direttore generale dell'Inps Massimo Cioffi che si dice pronto a modificare la riforma pensioni attuale, così come Galloni, membro effettivo del collegio dei sindaci dell'Inps, che ribadisce la necessità di interventi sull’attuale legge pensionistica, sottolineando innanzitutto la necessità di intervenire con aumenti sugli stipendi altrimenti si rischia che i redditi bassi di oggi diventino le pensioni povere di domani.

Galloni appoggia anche la proposta presentata da Salvini della Lega, che prevede la possibilità per tutti di uscita dal lavoro con 35 anni di contributi e una pensione fissa di 800 euro, che arriverebbe a mille con 40 anni di contributi, per 14 mensilità indipendentemente dall’età anagrafica.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il