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Pensioni in tre fasi gli interventi, riforma giustizia, quota 96, indulto, riforma pubblica amministrazione: novità oggi lunedì

Continua l’iter di discussione di riforma della P.A. e della giustizia e nuovi tempi di intervento per modifiche pensionistiche: le novità ad oggi




Un piano di intervento graduale per modificare la riforma pensioni attuale, in tre fasi, per abbassare l’età pensionabile per tutti, ma non solo, mentre continua la discussione sul problema del sovraffollamento carcerario e continua l’iter di riforma della P.A. e riforma della Giustizia. Vediamo le novità

Pensioni: Abbassare l’età pensionabile per tutti, interventi negativi per successive modifiche positive, assegno universale e ricalcolo contributivo per chi percepisce ricche pensioni in parte calcolate con vecchio sistema retributivo: il governo Renzi prospetta un nuovo probabile piano di interventi sulle pensioni, probabilmente in tre fasi e probabilmente con misure di cambiamento graduale. Il primo appuntamento, dopo i primi due decreti attuativi della nuova riforma del Lavoro su nuovi ammortizzatori sociali e nuovo contratto unico a tutele crescenti, è quello con l’arrivo di terzo e quarto decreto, con misure per la tutela della maternità e per la conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro, ma che potrebbero contenere, come si era già ipotizzato, anche disegni di legge su novità lavoro collegati alla pensione, come staffetta generazionale e part time. Rimandato, invece, il decreto previdenza che lascia spazio allo studio di eventuali interventi che potrebbero arrivare con la prossima Manovra Finanziaria d’autunno che potrebbe permettere la possibilità a tutti di andare in pensione prima e avviare una serie di modifiche che dovrebbero coinvolgere la legge pensionistica attuale a 360 gradi. E solo nel 2016 poi dovrebbe arrivare il decreto previdenza con quegli interventi che erano stati anticipati e che probabilmente potrebbe contenere anche il ricalcolo contributivo.
 
Riforma Pubblica Amministrazione: Il Senato ha approvato lo scorso 30 aprile il disegno di legge della riforma della P.A., che contiene numerose deleghe al governo. Tra le misure contenute le semplificazioni amministrative, l’organizzazione, novità per il personale, e deleghe per la semplificazione normativa. Prevista una riforma del codice dell’amministrazione digitale per un salto di qualità delle P.A. nella definizione di servizi online, con l’obiettivo di semplificare le forme di contatto con i cittadini; e la revisione delle amministrazioni dello Stato e degli uffici dirigenziali. Il ministro Madia ha spiegato le novità sul ruolo dei dirigenti pubblici e e le modalità di arrivare all'incarico tramite concorso: “La scelta del ruolo unico ci obbligherà a calibrare la quota di esterni che dovrà essere piccola” ha detto la Madia a proposito dei dirigenti pubblici esterni assunti quindi senza concorso. E ha spiegato: “Ci saranno tre ruoli unici e dovremo trovare un'unica quota contenuta per particolari esigenze” Per quanto riguarda i nuovi concorsi, ha detto che “saranno fatti in base ai fabbisogni, superando il criterio della pianta organica . Per i dirigenti mi piacerebbe che all'ipertecnico di diritto amministrativo si preferisse chi sappia gestire risorse umane e economiche”. Ma il ministro Madia ha anche confermato: “Vogliamo costruire un’Italia più semplice, un’Italia più vicina ai bisogni dei cittadini” sul piano di Crescita digitale.

Indulto e amnistia: Sono stati inaugurati gli Stati Generali del Carcere ed è stata quindi avviata una riflessione sul tema di carceri e questione giustizia che durerà per ben sei mesi, probabilmente arrivando anche a definire una soluzione per l’approvazione o meno delle misure di indulto e amnistia, le uniche misure, secondo i Radicali e non solo, capaci di risolvere in maniera rapida e definitiva il problema del sovraffollamento carcerario che porta la nostra Italia ad essere ancora costantemente sotto controllo dell’Ue. Il ministro della Giustizia Orlando, dopo l’incontro di qualche giorno fa con una delegazione di Radicali, è tornato a tacere sulla questione e l’auspicio è che l’avvio degli Stati Generali riescano finalmente a sbloccare questa situazione.

Quota 96: Cresce l’attesa per conoscere il futuro dei quota 96 della scuola per cui, dopo tante delusioni, si sono riaperte nuove speranze dopo la presentazione, nei giorni scorsi, da parte di Sel e M5S di sette nuovi emendati al ddl della Buona Scuola. Gli emendamenti chiedono ancora al governo di mandare in pensione dal primo settembre 2015 i lavoratori che hanno raggiunto i requisiti pensionistici loro richiesti entro la fine dell'anno scolastico 2011-2012. Sia gli emendamenti di Sel che quelli del M5S chiedono il pensionamento di coloro che hanno maturato i loro requisiti pensionistici nell’anno 2011-2012 ma con limiti di spesa. Secondo i calcoli di Sel, servirebbero 35 milioni di euro per l'anno 2016, 105 milioni per il 2017, 101 milioni per il 2018, 94 milioni per il 2019 e 81 milioni per il 2020, mentre secondo il M5S, 103,63 milioni per il 2015, 261,5 milioni per il 2016, 234,9 milioni per il 2017, 101,9 milioni per il 2018, e 87,8 milioni per il 2019.

Riforma Giustizia: Si continua a discutere delle misure della nuova riforma della Giustizia. Diverse le misure previste, dalle nuove norme sul carcere preventivo, al conflitto interessi, alla nuova legge anticorruzione. Approvata la legge sulle misure cautelari personali, che modifica alcuni articoli del Codice di procedura penale, rendendo più difficile il ricorso al carcere preventivo; la legge anticorruzione, dalle modifiche alla prescrizione, soprattutto in riferimento alla rimodulazione dei termini per i reati di corruzione, che sono stati aumentati della metà. Il testo reintroduce poi il falso in bilancio, prevede un aumento delle pene, minime e massime, il patteggiamento solo previa restituzione del maltolto e sconti di pena per chi collabora. La Camera ha dato, infatti, il via libero definitivo al disegno di legge anticorruzione, con le nuove norme sul falso in bilancio. Il premier Renzi ha commentato “Soltanto pochi mesi fa sarebbe stato impensabile il risultato raggiunto dal Parlamento sulla lotta alla corruzione per creare strumenti più stringenti contro il crimine. È una pagina importante che riavvicina la politica, quando decide, alle aspettative degli italiani”. Ed entro giugno è attesa in Aula, come annunciato dal ministro per le Riforme Boschi, la riforma sul conflitto di interessi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il